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	<title>SMamma &#187; mamme e lavoro</title>
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	<description>...perché essere mamma non è un gioco!</description>
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		<title>Fulvia, mamma single e precaria in Debito d&#8217;ossigeno</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 20:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Debito d&#8217;ossigeno è il documentario di Giovanni Calamari che fotografa cosa significa perdere il lavoro, magari precario, in un momento di crisi economica. E&#8217; un racconto di orgoglio e reazione, di lotta quotidiana per non cadere nella disperazione. E&#8217;, anche, la storia di Fulvia mamma single dal destino precario.

Il documentario non parla solo di Fulvia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://debitodiossigeno.blogspot.com/" target="_blank">Debito d&#8217;ossigeno</a> è il documentario di <a href="http://giovannicalamari.blogspot.com/" target="_blank">Giovanni Calamari</a> che fotografa cosa significa perdere il lavoro, magari precario, in un momento di crisi economica. E&#8217; un racconto di orgoglio e reazione, di lotta quotidiana per non cadere nella disperazione. E&#8217;, anche, la storia di Fulvia mamma single dal destino precario.<span id="more-2876"></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/R3LzO36Tt1Y&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/R3LzO36Tt1Y&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il documentario non parla solo di Fulvia, ma se siete mamme la storia di Fulvia non potrà lasciarvi indifferenti. Perché se la povertà è l&#8217;impossibilità di scegliere, quando hai un figlio vorresti solo poter scegliere il meglio. E non poter scegliere niente è un pugno allo stomaco. Per lei, per voi.</p>
<p>Per tutti eccetto quelli che, dovendo firmare assegni di mantenimento da trecentomila euro mensili o trovando qualcuno che gli paga una casa a loro insaputa, forse non hanno ben chiaro cosa significhi mettere in conto di dover affrontare &#8220;solo&#8221; una settimana in due senza neanche un centesimo prima che arrivi il prossimo stipendio. Finché arriva, almeno.</p>
<p>Giovedì 20 maggio <strong>Debito d&#8217;ossigeno</strong> sarà a 7DOC, la rassegna cinematografica dedicata al tema del lavoro precario al cineporto di Torino. Per conoscere le prossime programmazioni del docufilm, seguite il <a href="http://debitodiossigeno.blogspot.com/" target="_blank">blog</a>.</p>
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		<title>Mamme e lavoro: un’impresa possibile. Self Placement a Roma</title>
		<link>http://www.smamma.net/2010/02/mamme-e-lavoro-un%e2%80%99impresa-possibile-self-placement-a-roma/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 10:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare]]></category>
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		<description><![CDATA[A partire dal 17 marzo, l’Istituto Quasar propone un Corso di Self Placement. Il corso, per le sue caratteristiche, si rivolge alle donne e mamme che desiderano affacciarsi o riaffacciarsi sul mondo del lavoro, anche dopo molto tempo: a queste donne vuole offrire un’opportunità per riuscire a disbrigarsi tra le mille difficoltà del lavoro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dal 17 marzo, l’<a href="http://www.istitutoquasar.com/" target="_blank">Istituto Quasar </a>propone un <strong>Corso di Self Placement</strong>. Il corso, per le sue caratteristiche, si rivolge alle <strong>donne e mamme che desiderano affacciarsi o riaffacciarsi sul mondo del lavoro</strong>, anche dopo molto tempo: a queste donne vuole offrire un’opportunità per riuscire a disbrigarsi tra le mille difficoltà del lavoro di oggi.<span id="more-2735"></span></p>
<p>Il corso “Self-placement” si propone come obiettivo formativo principale quello di fornire ai partecipanti gli strumenti necessari per trovare lavoro. Gli insegnamenti proposti sono volti sia all’accrescimento di conoscenze  nell’ambito del mondo del lavoro e dell’iter da seguire per cercare lavoro, sia all’accrescimento delle capacità relazionali dei corsisti,  alla capacità di “sapersi vendere”. Non solo, ma fondamentale è la trasmissione di quelle conoscenze necessarie e comuni in tutti gli ambiti lavorativi: marketing, budgeting, controllo di gestione, business planning. Non ultimo il pensiero laterale, ovvero la capacità di guardare i problemi da un punto di vista nuovo per individuare soluzioni intelligenti e talora rivoluzionarie.</p>
<p><strong>Promuovere te stesso nel lavoro</strong></p>
<p>Il corso è composto da due fasi formative: una prima fase in cui si forniranno agli alunni le nozioni basi legate alla ricerca del lavoro (come scrivere un curriculum e come sostenere un colloquio…) ed una seconda fase in cui si formerà il bagaglio di conoscenze utili in qualsiasi contesto lavorativo:  come si comunica e si ascolta, come si lavora in team come si parla in pubblico. Inoltre, la seconda fase toccherà argomenti legati al Marketing e al Project Management: come si scrive e si racconta un business plan, come si legge e si prepara un budget, come si controllano e si prevedono i costi futuri.</p>
<ul>
<li>Self-Marketing: strategie e tecniche  del “presentare se stessi”</li>
</ul>
<ul>
<li>Public speaking</li>
</ul>
<ul>
<li>Budgeting e Auditing: tenere sotto controllo tutti gli aspetti, economici e non, per una corretta gestione del proprio tempo e del proprio denaro</li>
</ul>
<ul>
<li>Problem Solving Creativo: Individuare un problema, scomporlo e trovare soluzioni creative attraverso tecniche mirate</li>
</ul>
<ul>
<li>Business planning: Dall’idea al progetto. Gli strumenti per trasformare un’idea in un piano attuativo, concreto, realizzabile e misurabile.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.istitutoquasar.com/" target="_blank">Istituto Quasar</a><br />
Via Nizza 152, 00198 – Roma<br />
orientamento@istitutoquasar.com<br />
Tel. +39 06 8557078; 06 85301487</p>
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		<title>A.A.A cercasi storie di donne: lavoro e gravidanza</title>
		<link>http://www.smamma.net/2010/02/aaa-cercasi-storie-di-donne-lavoro-e-gravidanza/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 21:12:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare]]></category>
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		<category><![CDATA[discriminazione sul posto di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mamme e lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[maternità e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[silvia ferreri]]></category>
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		<description><![CDATA[Silvia Ferreri, autrice del documentario e del libro Uno virgola Due sta portando avanti un progetto importante per fare emergere le storie di quelle donne scoraggiate che hanno perso il lavoro (o a causa di una maternità, o per altri motivi) e che ora faticano a rientrare nel Mercato.
Donne che si sentono spesso avvilite e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Silvia Ferreri</strong>, autrice del documentario e del libro <a href="http://www.unovirgoladue.com/blog/" target="_blank">Uno virgola Due</a> sta portando avanti un progetto importante per fare emergere le storie di quelle donne scoraggiate che hanno perso il lavoro (o a causa di una maternità, o per altri motivi) e che ora faticano a rientrare nel Mercato.<span id="more-2683"></span></p>
<p>Donne che si sentono spesso avvilite e senza scelta. Donne che hanno dovuto scegliere per forza.Sta cercando anche le storie di donne che hanno trascorso i mesi di gravidanza all’estero.</p>
<p><a href="http://www.panzallaria.com" target="_blank">Panzallaria</a> segnala questo progetto invitando tutte quelle che si sentono parte di queste categorie a mettersi in contatto con Silvia per raccontarsi. Se ne avete voglia, potete contattarla all&#8217;indirizzo <strong><a href="silviaferreri@unovirgoladue.com" target="_blank"><strong>silviaferreri@unovirgoladue.com</strong></a>.</strong></p>
<p>Fatelo. Come dice Panz, questo è il tipo di progetto che può forse risvegliare la coscienza. Così poi magari si stupiscono di meno quando, al prossimo rapporto, la percentuale di donne che lascia il lavoro dopo il primo o il secondo figlio sarà ancora imbarazzante.</p>
<p>In bocca al lupo, Silvia!</p>
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		<title>Nasce Donnesulweb.it</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 19:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mamme 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[mamme e lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Nasce www.donnesulweb.it, portale supportato dalle tecnologie del Web 2.0, dedicato al mondo della donna a 360°, ovvero al suo lavoro quotidiano, ai suoi interessi, ai suoi affetti e alle sue passioni. 
Un prodotto che, in altri termini, mira a mettere in luce quanto c&#8217;è di buono e fecondo nella vita quotidiana dell&#8217;intero universo femminile.
L&#8217;obiettivo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce <a href="http://www.donnesulweb.it/" target="_blank">www.donnesulweb.it</a>, portale supportato dalle tecnologie del Web 2.0, dedicato al mondo della donna a 360°, ovvero al suo lavoro quotidiano, ai suoi interessi, ai suoi affetti e alle sue passioni. <span id="more-2239"></span></p>
<p>Un prodotto che, in altri termini, mira a mettere in luce quanto c&#8217;è di buono e fecondo nella vita quotidiana dell&#8217;intero universo femminile.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di <a href="http://www.donnesulweb.it/" target="_blank">www.donnesulweb.it</a> (naturale sviluppo di Women&#8217;s Economics) è quello di creare uno spazio di pubblica utilità dove promuovere la partecipazione attiva delle donne di tutte le età. Uno &#8220;Spazio Virtuale Utile&#8221; dove le donne trovano servizi che coincidano con i loro interessi e le loro esigenze oltre a stimolare un nuovo approccio al mondo digitale. Il progetto punta a costruire una vera e propria community, cioè un soggetto collettivo in grado di interagire sul territorio facendo tesoro delle proprie specifiche peculiarità (culturali, artistiche, sociali, produttive, ecc), con un completo sistema di contenuti/informazioni che riguarda la vita e gli eventi quotidiani delle donne.</p>
<p>Fonte: IlSole24ORE</p>
<p>Se ne sentiva il bisogno? Presto per dirlo. Auguriamoci che questo spazio, nato da una progettazione comune tra editore e concessionaria, sappia mantenere alta l&#8217;attenzione su temi come lavoro e imprenditoria al femminile.</p>
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		<title>New York, la grande mamma</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 21:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare]]></category>
		<category><![CDATA[mamme a new york]]></category>
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		<description><![CDATA[Da LaStampa.it, un articolo ci illumina sulle meraviglie della Grande Mela (casomai ce ne fosse bisogno).
A New York si possono incontrare pediatri-dentisti che, seri seri, suggeriscono alle madri di iniziare le «visite di controllo» quando all’infante spuntano i primi due incisivi inferiori. E se il bambino si distrae, alle materne, lo psicologo dell’infanzia è lì, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://www.lastampa.it" target="_blank">LaStampa.it</a>, un articolo ci illumina sulle meraviglie della Grande Mela (casomai ce ne fosse bisogno).<span id="more-2147"></span></p>
<blockquote><p>A New York si possono incontrare pediatri-dentisti che, seri seri, suggeriscono alle madri di iniziare le «visite di controllo» quando all’infante spuntano i primi due incisivi inferiori. E se il bambino si distrae, alle materne, lo psicologo dell’infanzia è lì, con consigli, terapie e magari anche qualche pillola per calmare o stimolare.</p>
<p>Per un’educazione «allargata» del piccino &#8211; così si giustificano &#8211; i genitori più solerti hanno a disposizione classi di tennis e calcio per chi non ha ancora tre anni, il cinese o il giapponese all’asilo, oppure la musica passiva per neonati dai sei ai 12 mesi, cullati dal piano e dalla voce del duo di intraprendenti musicisti che hanno inventato la formula. In realtà, le mamme iscrivono i figli a queste attività per placare la propria ansia di fornire loro vantaggi competitivi quando dovranno affrontare le prime sfide con la concorrenza alla conquista dei posti razionati nelle scuole e nei college più qualificati.</p>
<p>Quando le mode metropolitane si materializzano in una simile punta d’iceberg del superfluo, però, sotto ci deve pure essere una massa di sostanza reale. E la rivista «Forbes» l’ha portata a galla: <strong>la Grande Mela è il paradiso americano delle donne che lavorano, soprattutto se hanno figli.</strong> Loro possono far carriera, e il pargolo cresce bene.</p>
<p>La notizia è lì, perché Manhattan che calamita chi cerca occasioni professionali, per ambizione o duro bisogno, è storia antica: basta visitare Ellis Island, l’isola-museo degli immigrati. Ma se il binomio New York-business è nella tradizione, quello New York-donne lavoratrici è più recente, ed è il prodotto della confluenza di valori e di conquiste sul campo realizzate negli ultimi decenni. Mettiamoci, a sinistra, il femminismo e una insaziabile domanda di cultura, di opportunità, di attenzione per i deboli, bambini in testa. E mettiamoci, a destra, la rivoluzione dell’ordine iniziata da Rudy Giuliani e proseguita da Michael Bloomberg, i due sindaci che hanno trasformato una città finanziariamente fallita e socialmente al limite dell’invivibile in un modello di gestione della lotta al crimine. E, sotto Bloomberg, in un distretto scolastico pubblico che continua a migliorare il tasso d’istruzione degli allievi. C’è traffico? C’è, ma i parchi newyorkesi sono tanti ed estesi, polmone sottovalutato se si guarda solo al cemento dei grattacieli.</p>
<p>Il cocktail è una metropoli che ha messo dietro di sè le altre 49 maggiori città degli Stati Uniti nella prima classifica compilata dal «Forbes» nella sua nuova sezione «Woman» (Donna). Qualità della vita, sicurezza, possibilità d’impiego, accesso alla sanità e all’istruzione migliore sono gli aspetti indagati dai ricercatori, che per confrontarli hanno scelto una lista di parametri traducibili in cifre: reddito, tasso di disoccupazione, costo della vita, salute in generale, sanità per i bambini, numero dei pediatri, qualità delle scuole, spesa per studente, crimini violenti, crimini contro la proprietà, parchi. Per valutare la qualità del sistema sanitario delle città la rivista ha introdotto anche i pediatri, perché una mamma tiene in gran conto la possibilità di avere tante opzioni e la fiducia nei dottori è un valore importante non meno della competenza. Quanto all’istruzione, a fianco della spesa pro-studente è stata inserita una classifica nazionale basata sul giudizio dei genitori alle scuole dei figli.</p>
<p>Anche se di questi tempi si sta leccando le ferite della crisi immobiliare e dei bonus ridotti a Wall Street, New York si afferma quindi come una destinazione oggettivamente vincente per le aspirazioni delle mamme che lavorano. Dai numeri della graduatoria (elenco completo e metodologia della ricerca sono consultabili su <a href="http://www.forbes.com/" target="_blank">www.forbes.com</a>) emerge che il successo di New York è netto, non sul filo di lana. La somma dei piazzamenti negli 11 indici individuati per coprire il ventaglio dei fattori critici che definiscono una località come «amica della donna in carriera», sensibile alle sue aspettative, preoccupazioni ed esigenze, dà 168 per New York, davanti al 195 di Austin (capitale del Texas, al 2° posto), al 237 di San Francisco (al 15°) o al 254 di Chicago (al 23°). (Per ogni fattore i dati vanno da 1 a 50, con 1 migliore e 50 peggiore). L’ultima delle 50 è Las Vegas, un risultato intuibile per il suo Dna a base di azzardo, prostituzione e svago adulto, confermato da un valore complessivo dei piazzamenti pari a 418: la media, per Las Vegas, è pari a 38, contro il dato medio di 15 per New York.</p></blockquote>
<p>L&#8217;articolo originale è <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/societa/200909articoli/46935girata.asp" target="_blank">qui</a></p>
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		<title>Meryl Streep non lascia i bambini a casa&#8230;</title>
		<link>http://www.smamma.net/2009/07/meryl-streep-non-lascia-i-bambini-a-casa/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 20:25:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mamme Vip]]></category>
		<category><![CDATA[julia&julia]]></category>
		<category><![CDATA[mamme e lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[O meglio non lo faceva&#8230;
Per molti anni ha ridotto gli impegni a causa della famiglia.
Essere madre è un lavoro a tempo pieno. Gli insegnanti dei miei figli non volevano che saltassero la scuola perché dovevo girare un film. Così ho deciso di non accettarne più di uno l&#8217;anno e che non comportasse più di quattro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>O meglio non lo faceva&#8230;</p>
<p><strong>Per</strong> <strong>molti anni ha ridotto gli impegni a causa della famiglia.</strong><br />
Essere madre è un lavoro a tempo pieno. Gli insegnanti dei miei figli non volevano che saltassero la scuola perché dovevo girare un film. <span id="more-2108"></span>Così ho deciso di non accettarne più di uno l&#8217;anno e che non comportasse più di quattro mesi di lavoro. Rifiutavo quelli che imponevano spostamenti durante l&#8217;anno scolastico.</p>
<p><strong>Non poteva lasciare i bambini a casa?<br />
</strong>No, dovevo per forza esserci anch&#8217;io, altrimenti non chiudevo occhio. Per <em>Ballando a Lughnasa</em> sono rimasta da sola in Irlanda per un mese e mezzo. Una vera tragedia. Non finiva mai. Da allora non mi è più capitato di stare lontana dalla mia famiglia per più di due settimane di fila. Se le riprese erano vicino a casa, ogni giorno andavo e tornavo dal set in elicottero. A chi mi chiedeva quale fosse il mio film preferito tra tutti quelli che ho interpretato, dicevo sempre: &#8220;Tutti quelli che ho girato vicino a casa&#8221;.</p>
<p>(&#8230;)<br />
[da un'intervista di Bruno Lester pubblicata su <a href="http://www.marieclaire.it" target="_blank">Marie Claire</a> di agosto, in occasione dell'uscita dell'attesissimo <strong>Julie &amp; Julia</strong>]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Affrontare la ridondanza. Le mamme e l&#8217;informazione</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 23:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Mamme 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[alpha moms]]></category>
		<category><![CDATA[mamme blogger]]></category>
		<category><![CDATA[mamme e lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 25 giugno un convegno in Bocconi dedicato a maternità e informazione. La presentazione dei risultati di una ricerca su oltre 700 mamme è l&#8217;occasione per riflettere con esponenti del mondo editoriale e della comunicazione sul modo di formarsi un&#8217;opinione in presenza di ridondanza informativa.
La ridondanza caratterizza l’attuale offerta di informazioni di tipo sia editoriale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 25 giugno un convegno in Bocconi dedicato a maternità e informazione. La presentazione dei risultati di una ricerca su oltre 700 mamme è l&#8217;occasione per riflettere con esponenti del mondo editoriale e della comunicazione sul modo di formarsi un&#8217;opinione in presenza di ridondanza informativa.<br />
<span id="more-2026"></span>La ridondanza caratterizza l’attuale offerta di informazioni di tipo sia editoriale che commerciale.<br />
A fronte di una moltiplicazione di messaggi, prodotti e servizi, formati, supporti e canali, i cittadini mettono<br />
in atto strategie che oscillano fra la riduzione a priori della complessità, attraverso la preselezione di un ridotto numero di fonti, e la partecipazione attiva alla creazione di ridondanza, attraverso la condivisione e il commento di contenuti.</p>
<p>Tutti gli attori dell’informazione (siano essi “editori”/ “inserzionisti”/consumatori) sono “presi in mezzo”<br />
e sono chiamati a elaborare strategie informative che permettano loro di essere al contempo adeguatamente informati, consapevoli, partecipi e di rendere il proprio punto di vista adeguatamente visibile.</p>
<p>Le mamme rappresentano un segmento particolarmente interessante per studiare il rapporto con l’informazione in epoca di ridondanza, perché più di altre categorie sociali svolgono una funzione di filtro e mediazione e sono solite validare e condividere informazioni, oltre a essere un fondamentale decisore d’acquisto.</p>
<p>Il programma della giornata</p>
<p align="left"><em><strong>Le mamme e la ridondanza informativa</strong></em><br />
Paola Dubini Centro ASK, Università Bocconi</p>
<p align="left"><em><strong>Le mamme e il web: oltre il digital divide</strong></em><br />
Cecilia Spanu<strong> </strong><a href="http://www.fattoremamma.com/" target="_blank">FattoreMamma</a></p>
<p align="left"><strong><em>Digital mums in the US (intervento in video)</em><strong><br />
</strong></strong>Maria Bailey BSM Media</p>
<p align="left"><strong><strong><strong><em>La mediazione delle mamme nelle scelte dei figli</em><br />
</strong></strong></strong>Gabriella Valera Topolino</p>
<p align="left"><strong><strong><em><strong>Coinvolgere le lettrici su più media</strong></em><br />
</strong></strong>Vera Montanari Grazia e Flair</p>
<p align="left"><strong><strong><em><strong>Le imprese e la ridondanza informativa</strong></em><br />
</strong></strong>Layla Pavone Isobar-IAB</p>
<p align="left"><strong><strong><em><strong>Essere presenti senza essere invadenti</strong></em><br />
</strong></strong>Francesca Pauly &#8211; Unilever</p>
<p align="left">L&#8217;appuntamento è presso l’Università&#8217;  Bocconi, in Via Sarfatti 25, Milano, il 25 giugno, alle ore 9.00, in aula  Notari.</p>
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		<title>Due anni insieme per una vita felice</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 21:01:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Contrordine dall&#8217;Inghilterra: il &#8220;guru&#8221; del parto in acqua e ginecologo delle star Yehudi Gordon, afferma in un articolo sul DailyMail che per essere sereno, e avere una vita felice, un bambino deve passare i primi due anni di vita a stretto contatto con la mamma.

Il titolo è precisamente &#8220;Don&#8217;t go back to work for two [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Contrordine dall&#8217;Inghilterra: il &#8220;guru&#8221; del parto in acqua e ginecologo delle star Yehudi Gordon, afferma in un articolo sul <a href="http://www.dailymail.co.uk/femail/article-1191263/Dont-work-years--want-happy-baby.html" target="_blank">DailyMail</a> che per essere sereno, e avere una vita felice, un bambino deve passare i primi due anni di vita a stretto contatto con la mamma.<br />
<span id="more-1947"></span><br />
Il titolo è precisamente &#8220;Don&#8217;t go back to work for two years &#8211; if you want a happy baby&#8221;. Pfiuu, mica poca cosa. Anche perché il Dottore sottolinea come stress, ansia e insicurezze che ci portiamo dietro tutta la vita siano dovute al trauma del distacco prematuro dai genitori, in particolare dalla mamma. E dichiara: &#8220;Maternity policy places emphasis on the nine months leading up to birth and not enough on the years after&#8221;. Affermazione che, sinceramente, mi sento di sottoscrivere appieno.</p>
<p>Gordon prosegue spiegando come è importante che il bambino e la madre possano coltivare il loro legame nel corso dei primi due anni, anche dormendo insieme o perlomeno nella stessa stanza. L&#8217;allontanamento precoce dalla mamma è motivo di stress e di ansia da separazione per il bambino, che potrebbe &#8220;interiorizzare&#8221; questi sentimenti per sempre. In effetti, il consiglio del medico è che, ove possibile, la mamma si dedichi interamente al figlio per 24 mesi, posticipando il rientro al lavoro.</p>
<p>Lo strumento migliore per ogni madre sarebbe, infatti, il proprio istinto naturale che deve però essere sviluppato attraverso un&#8217;interazione costante con il proprio bambino. In una parola, creare un legame, progetto al centro del nuovo programma di Gordon.</p>
<p>Le polemiche di risposta non sono mancate, naturalmente. Non ultima, <a href="http://www.lastampa.it/" target="_blank">LaStampa</a> che ha riportato <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/societa/200906articoli/44556girata.asp" target="_blank">la notizia</a>, ha interpellato Silvia Vegetti Finzi, nota psicologa, che ha definito opportuno l&#8217;ammonimento di Gordon</p>
<blockquote><p>perché i bambini non hanno voce, perchè certe madri affermano: «Lo mando al nido, così socializza», senza capire che a pochi mesi non ce n’è bisogno. Oppure: «Sta tanto bene con la babysitter!», che magari non sa l’italiano. Li vedi, questi bambini con gli occhi sgranati, la bocca aperta, la faccia umida, un po’ intontita. E’ il segno di un cattivo adattamento, anche se al nido non piangono. Ecco spiegata una generazione di figli ansiosi, insicuri.</p></blockquote>
<p>E controbatte:</p>
<blockquote><p>«A Gordon vorrei rispondere con le parole di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Donald_Winnicott" target="_blank">Donald Winnicott</a>. Il bambino non esiste: esiste la relazione. Se la madre è angosciata perché non ha potuto riprendere il lavoro, vedrà il figlio come un problema. Quanto al lettone: c’è un compagno che non può essere estromesso. Le donne hanno il difficile compito di trovare una mediazione. A ognuna tocca scalare il suo Everest personale».</p></blockquote>
<p>Che la Vegetti Finzi sia una donna illuminata non sono certo io la prima a dirlo. Davvero, ogni Everest è personale, ogni mamma crea il suo rapporto unico e irripetibile. Comunque, una delle frasi che più ho usato come mantra nella mia &#8220;maternità&#8221; è <em>un giorno alla volta</em>. Che è uno dei motti dell&#8217;anonima alcolisti :-O</p>
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		<title>MaM 2009: Donne, mamme, lavoro, rete</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 23:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Mamme 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Il primo incontro versione 2.0 dedicato alle mamme che lavorano
&#8220;MaM2009 &#8211; mamma a mamma&#8221; è il primo evento italiano in formato &#8220;Camp&#8221; sul tema &#8220;Donne, mamme, lavoro e rete&#8221;, che avrà luogo sabato 23 maggio a Milano in Via Monte Rosa 91. Realizzato in partnership da Gruppo 24 ORE e FattoreMamma, l&#8217;incontro sarà un&#8217;opportunità per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo incontro versione 2.0 dedicato alle mamme che lavorano<span id="more-1862"></span></p>
<p>&#8220;<a href="http://www.mammaamamma.com/" target="_blank">MaM2009 &#8211; mamma a mamma</a>&#8221; è il primo evento italiano in formato &#8220;Camp&#8221; sul tema &#8220;Donne, mamme, lavoro e rete&#8221;, che avrà luogo sabato 23 maggio a Milano in Via Monte Rosa 91. Realizzato in partnership da <a href="http://www.gruppo24ore.ilsole24ore.com" target="_blank">Gruppo 24 ORE</a> e <a href="http://www.fattoremamma.com/" target="_blank">FattoreMamma</a>, l&#8217;incontro sarà un&#8217;opportunità per confrontarsi su uno dei temi più cari a tutte le donne: come conciliare le responsabilità familiari con gli impegni di un lavoro e come la rete possa diventare un valido alleato.</p>
<p>La giornata sarà caratterizzata da 2 differenti momenti: al mattino una serie di incontri con esperti e mondo istituzionale fornirà indicazioni concrete ed operative a tutte le mamme sui servizi a disposizione per conciliare lavoro e famiglia, nonché sugli strumenti per fare networking, per reinserirsi nel mondo del lavoro dopo la maternità e sui finanziamenti per avviare un&#8217;attività in proprio. Un focus particolare sarà poi dedicato a come sfruttare al meglio le opportunità messe a disposizione dalla rete in termini di servizi, relazioni, lavoro, coinvolgendo un network di mamme-blogger.</p>
<p>Alla formula del &#8220;Camp&#8221;, ovvero del libero e aperto confronto tra le mamme blogger sulle proprie esperienze, sarà invece dedicato tutto il pomeriggio. Come la rete, e il mommyblogging in particolare, possa essere un insostituibile alleato per le donne sarà infatti oggetto di quello che sarà a tutti gli effetti il primo MomCamp italiano. Per intervenire al Camp è necessario iscriversi tramite il sito dedicato all&#8217;evento <a href="http://www.ilsole24ore.com/mam">www.ilsole24ore.com/mam</a>.</p>
<p>Il modello di incontro-confronto, sulla scia dei BarCamp 2.0, nasce in America dove sono già state realizzate numerose iniziative di questo genere focalizzate sul mommyblogging. Il networking fra donne è infatti un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti e, pariteticamente, la relazione fra le aziende e quelle che vengono definite le &#8220;alpha moms&#8221; è sempre più oggetto di studio.</p>
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