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	<title>SMamma &#187; gelmini</title>
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	<description>...perché essere mamma non è un gioco!</description>
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		<title>Il tempo pieno? Chi lo vuole paghi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 17:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Così recita il titolo di uno strillo su La Stampa
Duecentomila i bambini esclusi. Coinvolte soprattutto le primarie. Come una lotteria, con test, graduatorie e punteggi per accedere al tempo pieno.
Ecco il link all&#8217;articolo La lotteria del tempo pieno.
IlPost riprende l&#8217;articolo e segnala ulteriori contributi da chiedere alle famiglie.
Nel frattempo, in Puglia si chiedono 145 euro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Così recita il titolo di uno strillo su La Stampa<span id="more-2952"></span></p>
<p>Duecentomila i bambini esclusi. Coinvolte soprattutto le primarie. Come una lotteria, con test, graduatorie e punteggi per accedere al tempo pieno.</p>
<p>Ecco il link all&#8217;articolo <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&amp;ID_articolo=953&amp;ID_sezione=274&amp;sezione=" target="_blank">La lotteria del tempo pieno</a>.<br />
<strong>IlPost </strong>riprende l&#8217;articolo e segnala <a href="http://www.ilpost.it/2010/06/07/il-caos-del-tempo-pieno/" target="_blank">ulteriori contributi da chiedere alle famiglie</a>.<br />
Nel frattempo, in Puglia si chiedono <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_07/maturita-pagamento-garibaldi_2c129c9e-71f7-11df-9357-00144f02aabe.shtml" target="_blank">145 euro a studente per i commissari della maturità</a> perché un liceo di Putignano non ha i soldi per garantire l&#8217;esame dell&#8217;ultimo anno.</p>
<p>E mentre si decide della necessità inamovibile, secondo l&#8217;UE, che le donne vadano in <a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/06/07/news/sacconi_donne_in_pensione_a_65_anni_nel_2012-4638526/?ref=HREC1-1" target="_blank">pensione a 65 anni</a> è impossibile non ricordare la proposta di <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/05/23/news/scuola_pdl_stop_all_inizio_anticipato-4280471/" target="_blank">posticipare l&#8217;inizio della scuola a ottobre</a> ( su cui SkyTG24 ha raccolto il <a href="http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/05/26/gelmini_scuola_ottobre_reazioni_web.html" target="_blank">commento di tre blogger mamme e lavoratrici</a>) e l&#8217;ormai celeberrima intervista in cui la Gelmini dichiarava che <a href="http://www.corriere.it/politica/10_aprile_30/gelmini-maternita-privilegio-mian_0aa5f66a-5441-11df-a5b5-00144f02aabe.shtml" target="_blank">stare a casa dopo il parto è un privilegio</a> aprendo un dibattito online animato sia dalla <a href="http://bignardi.style.it/366/ma-e-davvero-un-privilegio-stare-a-casa-dopo-il-parto" target="_blank">risposta della Bignardi</a> che da <a href="http://genitoricrescono.com/che-peccato-ministro-gelmini/" target="_blank">molti contributi in Rete</a>.</p>
<p>La Bignardi si esprime anche sul <a href="http://bignardi.style.it/369/a-chi-vuole-far-sentire-in-colpa-le-madri-che-difendono-il-tempo-pieno" target="_blank">tempo pieno</a> e dice, tra l&#8217;altro:</p>
<blockquote><p>Ma non è questo il motivo per cui il tempo pieno è una conquista che non si può nemmeno immaginare di perdere: il senso del tempo pieno era soprattutto quello di un’istruzione più completa e moderna. Più equilibrata. Più in linea con quel che succede nei Paesi evoluti, con insegnanti in condivisione, gruppi di lavoro, progetti comuni, inglese, arte, musica.<br />
Questa grande ipocrisia di farci sentire in colpa perché vogliamo mantenere il tempo pieno per i nostri figli, come se fossimo madri degeneri che vogliono piazzarli a scuola per andare in palestra o dal parrucchiere, è in linea con la filosofia di questo governo, che straparla di modernizzazione e ottimizzazione e cerca solo di risparmiare sui più deboli, guardandosi bene dall’intervenire radicalmente là dove ci sarebbe da risparmiare davvero: privilegi dei parlamentari, auto blu per tutti, spesa militare, organismi mangiasoldi come Regioni e Province, evasori fiscali, Rai ed enti pubblici malgestiti, sprechi vari… la lista è lunga. Un Paese civile moderno e sano non dovrebbe nemmeno pensare di tagliare i finanziamenti alla scuola pubblica, il suo più importante elemento di formazione sociale e culturale.</p></blockquote>
<p>Tutto questo mi fa pensare a un&#8217;altra lettera aperta, di cui si era tanto parlato tempo fa, <a href="http://www.daddy-blogger.net/2009/11/figlio-mio-lascia-questo-paese/" target="_blank">Figlio mio lascia questo Paese</a>.<br />
Solo che io mi sento la figlia.</p>
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		<title>La scuola fallita</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 23:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scuola italiana è fallita. Lo ha dimostrato Riccardo Iacona nella puntata di domenica 14 febbraio di Presa Diretta. Come accade per certi film che tutti vorrebbero nelle scuole, io vorrei che tutti quelli che &#8220;governano&#8221; la scuola (e non solo) fossero obbligati a vedere questo reportage.

Di più: dovrebbe essere una prova di idoneità. Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scuola italiana è fallita. Lo ha dimostrato <strong>Riccardo Iacona</strong> nella puntata di domenica 14 febbraio di <a href="http://www.presadiretta.rai.it" target="_blank">Presa Diretta</a>. Come accade per certi film che tutti vorrebbero nelle scuole, io vorrei che tutti quelli che &#8220;governano&#8221; la scuola (e non solo) fossero obbligati a vedere questo reportage.<br />
<span id="more-2718"></span></p>
<p>Di più: dovrebbe essere una <strong>prova di idoneità</strong>. Se vedendo questa inchiesta non ti viene voglia di alzarti e di andare a comprare dei pennarelli o delle sedie, se non hai l&#8217;istinto di andare a dare una mano a quei genitori che passano il sabato dipingendo la scuola dei figli, se non ti disgusta il buco pieno di fango lasciato dalla scuola media milanese, bocciato, non sei degno di lavorare in alcun modo per l&#8217;Istruzione.</p>
<p>Vorrei che la <a href="http://www.smamma.net/tag/gelmini/" target="_blank">Gelmini </a>fosse obbligata a vedere questa puntata almeno una volta alla settimana, come Fantozzi la corazzata Potemkin. Vorrei che qualcuno si vergognasse per i fondi stanziati nella Regione Lombardia a sostegno delle iscrizioni nella scuola privata. Ma qui non si vergogna più nessuno.</p>
<p>Solo noi continuiamo a indignarci. Perché vanno bene le differenze ma tra non avere le sedie o avere i tetti di amianto (ma vi rendete conto?) e la lavagna interattiva c&#8217;è un abisso. L&#8217;abisso di indifferenza di chi ha deciso che il diritto all&#8217;istruzione dei nostri figli è &#8220;sacrificabile&#8221;.</p>
<p>La trasmissione di domenica è interamente disponibile online a <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a20d3078-c510-4407-8b63-b616d0695247.html?p=0" target="_blank">questo link</a> , sul sito ufficiale di Presa Diretta. Anche YouTube ospita molto <a href="http://www.youtube.com/results?search_type=videos&amp;search_query=presa%20diretta&amp;search_sort=video_date_uploaded&amp;suggested_categories=25,22&amp;uni=3" target="_blank">materiale della puntata</a>. Io ho scelto questo estratto, sperando che faccia a tutti lo stesso effetto che fa a me.</p>
<p><strong>Sul buono scuola nella Regione Lombardia</strong><br />
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		<title>Crocefisso, che fare?</title>
		<link>http://www.smamma.net/2009/11/crocefisso-che-fare/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 00:41:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da quando è uscita la notizia che la Corte Europea per i Diritti dell&#8217;Uomo ha giudicato irrispettoso il crocefisso nelle aule, è scoppiata una bagarre.

Ho seguito dapprima con interesse e poi con stupore i commenti dei politici e delle autorità.
Ho visto il dibattito crescere e farsi acceso, come è accaduto qui.
Ho apprezzato, come tanti, lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando è uscita <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_03/crocifisso-aule-scolastiche-sentenza-corte-europea-diritti-uomo_e42aa63a-c862-11de-b35b-00144f02aabc.shtml" target="_blank">la notizia</a> che la Corte Europea per i Diritti dell&#8217;Uomo ha giudicato irrispettoso il crocefisso nelle aule, è scoppiata una bagarre.<br />
<span id="more-2262"></span></p>
<p>Ho seguito dapprima con interesse e poi con stupore i commenti dei politici e delle autorità.<br />
Ho visto il dibattito crescere e farsi acceso, come è accaduto <a href="http://blog.mammenellarete.it/scuola/strasburgo-via-il-crocefisso-dalle-scuole" target="_blank">qui</a>.<br />
Ho apprezzato, come tanti, lo sguardo lucido di <a href="http://perquelchemiriguarda.blogspot.com/2009/11/ma-io-difendo-quella-croce-di-marco.html" target="_blank">Marco Travaglio</a> che, come spesso accade, sa elevare la nostra visione delle cose.</p>
<p>Mi ha convinto una citazione letta su Facebook (@<a href="http://www.facebook.com/mafe.debaggis" target="_blank">Mafe</a>) sebbene fosse l&#8217;opinione di un prete:&#8221;Il Crocifisso è il simbolo della fede. Non è un simbolo culturale o un collante di identità etniche e nazionali. Ridurlo a questo vuol dire depauperarlo, svuotarlo, impoverirlo di significato; ed è quello che è esattamente avvenuto: abbiamo aule scolastiche e aule di tribunali piene di crocifissi appesi al muro e vuote di cristiani, veri ed autentici…&#8221;</p>
<p>Ora apprendo che, a dispetto della sentenza, secondo il premier &#8220;<a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_06/berlusocni_crocifisso_9674b4aa-cacc-11de-89f9-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Il crocefisso resterà nelle aule</a>&#8220;. Con gran compiacimento della CEI. C&#8217;è da scommettere che ci sarà ancora molto da dire a riguardo.</p>
<p>Personalmente, vorrei che la scuola pubblica fosse laica, così come dovrebbe esserlo l&#8217;Italia, almeno secondo la Costituzione. Più ancora, vorrei che la scuola pubblica fosse e già sarebbe un bel passo avanti.<br />
Perché, come altri più autorevoli di me hanno osservato, se l&#8217;ingerenza della Chiesa nel nostro Paese si limitasse al crocefisso nelle aule, ci saremmo già scrollati di dosso i temi cruciali che l&#8217;etica contemporanea ci pone. Se poi invece di pensare a un referendum, investissimo nella scuola, potremmo garantire un&#8217;istruzione degna di questo nome ai nostri figli.</p>
<p>Educare alla laicità non è semplice, non in questo Paese di borghesi piccoli piccoli che alla coerenza preferiscono l&#8217;apparenza. Spesso mi chiedo se ne sarò in grado.</p>
<p>E come tutti quelli che hanno commentato questo tema in questi giorni, anch&#8217;io mi sono ritrovata a pensare alla mia esperienza, agli anni Settanta con crocefisso e ora di religione non facoltativa. E questo pensiero mi confonde ancora di più.</p>
<p>Perché la mia maestra di religione alle elementari non era una persona qualunque. Si chiama Gemma ed era la moglie del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Calabresi" target="_blank">Commissario Calabresi</a>. Sì, quel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_Calabresi" target="_blank">Calabresi</a>. E io, sinceramente, non posso che ringraziarla per l&#8217;esempio di integrità, coerenza e compostezza che ha dato a tutti noi in questi anni di tormentata vicenda. E son quasi quaranta.</p>
<p>Perché, lasciate perdere il &#8220;caso&#8221;, e provate a immaginare una vedova, con tre figli che sta lì seduta a parlare di pace e amore. E lo giuro, lo faceva, tutte le settimane. Anche se a marzo era più triste, specie con noi, classe &#8216;72.</p>
<p>Una cosa mi consola in tutto questo: con le riduzioni della Gelmini certo le persone come lei le han tagliate. Ammesso che ce ne siano ancora in questo paese di nani e ballerine.</p>
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		<title>I sei problemi della Gelmini</title>
		<link>http://www.smamma.net/2009/09/i-sei-problemi-della-gelmini/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 07:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LaStampa.it: A dieci giorni dalla scuola ancora irrisolti i principali nodi che bloccano il sistema. di Flavia Amabile

L’anno scolastico è iniziato. C’è chi l’ha definito annus horribilis, chi l’anno del ritorno al rigore e alla qualità. Questione di punti di vista su un argomento che ormai vede l’Italia divisa in due fra gelminiani e anti-gelminiani. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lastampa.it" target="_blank">LaStampa.it</a>: A dieci giorni dalla scuola ancora irrisolti i principali nodi che bloccano il sistema. <em>di Flavia A</em><em>mabile</em></p>
<p><span id="more-2173"></span></p>
<p>L’anno scolastico è iniziato. C’è chi l’ha definito <em>annus horribilis</em>, chi l’anno del ritorno al rigore e alla qualità. Questione di punti di vista su un argomento che ormai vede l’Italia divisa in due fra gelminiani e anti-gelminiani. Lei, Mariastella Gelmini, il ministro della discordia, darà oggi alle 14,30 ai senatori della commissione Istruzione la sua versione sui tanti fronti aperti: dai precari al tempo pieno fino all’integrazione degli immigrati nelle classi.</p>
<p>La sua versione, perché la Gelmini ha anche un’altra fama, quella di avere la marcia indietro facile, di lasciarsi andare ad annunci che poi vengono ritrattati, e di citare cifre del tutto diverse dalla realtà. E’ l’unico ministro, infatti, ad aver avuto l’onore di un sito tutto suo, battezzato «Gelminometer», creato alcuni mesi fa per avere un archivio delle sue promesse non mantenute e dei cambiamenti d’opinione.</p>
<p>Nel frattempo le statistiche sono spietate. L’ultima pubblicata in ordine di tempo è una <strong>rilevazione Eurostat che pone l’Italia al 18mo posto nelle spese per istruzione</strong>. Una situazione che può soltanto peggiorare con i tagli in arrivo.</p>
<p>Ieri un ragazzo dell’istituto alberghiero di Benevento si è sentito male. La mamma è andata a prenderlo. Entrando in aula si è trovata davanti a una scena che non si aspettava: i ragazzi erano in 39, costretti a dividersi in 3 un banco. Quello di Benevento non è un caso isolato: le classi con più di trenta alunni sono in tante scuole d’Italia visto che la Gelmini quest’anno ha aumentato ancora il limite massimo portandolo anche a 30 studenti nelle scuole superiori. Il problema è che cifre simili sono illegali dal punto di vista delle norme antincendio che prevedono massimo 25 alunni e di quelle igienico-sanitarie che stabiliscono una quadratura di 1,96 metri quadri a studente. Della questione si occuperanno i tribunali: il Codacons ha denunciato il ministro dell&#8217;Istruzione e i direttori degli uffici scolastici regionali a 104 procure per «interruzione e turbativa di pubblico servizio e violazione delle norme sulla sicurezza»</p>
<p>Lo chiamano «il mistero dell&#8217;insegnante scomparso». A dieci giorni dall’inizio dell’anno scolastico le associazioni di genitori di alunni disabili hanno perso le speranze di veder apparire gli <strong>insegnanti di sostegno</strong> che fino allo scorso anno si occupavano dei loro figli. I tagli hanno colpito anche loro, e così capita di tutto. Sette ragazzi con disabilità si sono trovati concentrati in una classe sola, seguiti da tre insegnanti di sostegno all’Istituto Professionale Francis Lombardi di Vercelli. Eppure i dati dicono che è stato rispettato il rapporto medio nazionale di un insegnante ogni due studenti, come vuole la legge, ma è aumentato il numero di alunni nelle classi e poi esistono delle differenze tra Regione e Regione: il Lazio, ad esempio, ha il peggior rapporto tra insegnanti di sostegno e alunni disabili (uno ogni 2,4).</p>
<p>Cinquantamila bambini in più resteranno nelle classi anche di pomeriggio, ha annunciato, trionfante, il ministro quattro giorni prima dell’inizio della scuola. Le classi a tempo pieno passano da 34.317 a 36.508, con un aumento dell&#8217;8 per cento. <strong>I genitori, però, sono andati a scuola con i loro figli e da un po’ di giorni raccontano una realtà molto diversa</strong>. A Bologna il tempo pieno si fa, è vero, ma lo pagano i genitori, dai 150 ai 300 euro l’anno. Sempre a Bologna, all’istituto Albertazzi, per garantire le lezioni fino al pomeriggio gli alunni hanno sei insegnanti diversi nell’arco della giornata. A Vado Ligure, nell’Istituto Comrpensivo, invece, hanno preferito far proprio finta di nulla: i genitori hanno presentato le richieste in segreteria ma di tempo pieno non c’è traccia.</p>
<p>Le versioni sono diverse. Anche sulle cifre non c’è accordo. Il ministro Gelmini sostiene che i tagli ai docenti previsti in Finanziaria sono 43mila, in 30 mila sono andati in pensione e quindi alla fine a rimanere senza lavoro quest’anno sono 12-13 mila prof. I sindacati dicono che a rimanere fuori saranno almeno 18 mila, e che comunque si tratta del «più grande licenziamento di massa avvenuto in Italia». Alcuni di loro potranno usufruire della <strong>norma salva-precari</strong> decisa dal ministro Gelmini. Il ministero sta preparando la versione finale del provvedimento finora solo annunciato e si sa che ne saranno esclusi quelli che hanno lavorato nel 2008/09 solo con supplenze brevi, anche chi ha sostituito un docente in maternità o un collega malato.</p>
<p><strong>Dal prossimo anno le superiori non avranno più né sperimentali né discipline un po’ strane</strong>: la Gelmini ha cancellato centinaia di indirizzi e ricompattato il tutto in sei licei e 11 istituti tecnici. Dovrebbe andare in vigore dal prossimo anno ma ancora se ne sa molto poco perché i regolamenti sono ancora lontani dall’essere stati approvati. Si attende il via libera della Conferenza Stato-Regioni che però ha deciso di non riunirsi in segno di protesta contro le norme-salva precari. E, quindi, tutti i genitori italiani che hanno un figlio in terza media e vorrebbero partecipare ai colloqui di orientamento per le iscrizioni non sanno che pesci pigliare. Il ministero , in modo informale, ha già fatto sapere che l<strong>a scadenza per le iscrizioni slitterà almeno di un mese</strong>.</p>
<p>Le proiezioni della Caritas dicono che quest’anno <strong>nelle scuole italiane ci saranno 700 mila alunni stranieri</strong>, il ritmo di aumento negli ultimi anni si aggira intorno al 20-25%. Il problema esiste, insomma, soprattutto di fronte alle protesta della Lega, e quindi il ministero dell&#8217;Istruzione sta studiando gli aspetti tecnici per introdurre un limite del 30% di presenza di alunni stranieri in classe, ha confermato il ministro Gelmini. Nel frattempo <strong>si creano scuole per soli stranieri </strong>come la elementare Pisacane, nel quartiere multietnico di Tor Pignattara di Roma. Quest’anno sarà frequentata quasi esclusivamente da alunni stranieri, circa il 97% degli iscritti: su 180 bambini solo 6 sono italiani. Lo stesso a Milano dove alla scuola elementare Radice su 96 alunni 93 sono immigrati.</p>
<p>L&#8217;articolo originale <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&amp;ID_articolo=716&amp;ID_sezione=274&amp;sezione=" target="_blank">qui</a></p>
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		<title>Scuola, troppe domande per le 30 ore</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 09:58:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Ministero dice &#8220;faremo il possibile&#8221;, a rischio le scelte di 250mila famiglie.
Diciannovemila posti in più nel tempo pieno, ma impossibilità di accontentare 250 mila genitori che hanno scelto per il proprio bambino l&#8217;offerta di 30 ore settimanali. Le due notizie, una buona l&#8217;altra meno, provengono da «Tuttoscuola » e riguardano le prime elementari che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero dice &#8220;faremo il possibile&#8221;, a rischio le scelte di 250mila famiglie.<span id="more-1283"></span></p>
<p>Diciannovemila posti in più nel tempo pieno, ma <a href="http://www.smamma.net/2009/03/scuola-i-fondi-non-garantiscono-le-30-ore/" target="_blank">impossibilità di accontentare 250 mila genitori</a> che hanno scelto per il proprio bambino l&#8217;offerta di 30 ore settimanali. Le due notizie, una buona l&#8217;altra meno, provengono da «<a href="http://www.tuttoscuola.com/" target="_blank">Tuttoscuola</a> » e riguardano le prime elementari che si formeranno a settembre. A settembre, per la prima volta, il ministero quasi certamente non sarà in grado di garantire l&#8217;offerta di orario da sempre più richiesta alle elementari. In passato il calcolo degli organici, cioè il numero delle maestre, è stato fatto tenendo conto di un orario minimo garantito di 30 ore, anche se non sono mancati casi di 27 ore. Dal prossimo anno le cose cambieranno: il monte ore da garantire alle famiglie, con il nuovo regolamento appena approvato dal governo, è infatti sceso da 30 a 27 ore.</p>
<p>Una scuola più europea, piu leggera, come sostengono alcuni indicando la Francia dove i giorni di lezione sono scesi a 4, o una scuola sempre più povera come affermano altri? I genitori, per quanto avvisati (l&#8217;accoglimento delle 30 ore e delle 40 dipenderà rispettivamente dalla disponibilità degli organici e di locali per la mensa era scritto nei moduli) hanno esercitato il loro diritto di scelta chiedendo in massa (56 per cento) le 30 ore. Una richiesta chiara di tempi medi e lunghi per i propri figli. Un risultato che l&#8217;opposizione legge come la bocciatura del maestro prevalente. Giudizio respinto dalla <a href="http://www.smamma.net/tag/gelmini/" target="_blank">Gelmini</a>: «Il modello del maestro unico di riferimento si conferma indipendentemente dalla scelta dei genitori». A questo punto bastano due conti: poiché gli iscritti alle prime classi sono oltre 500 mila, più di 250 mila famiglie, il 56 per cento, secondo «Tuttoscuola», dovranno accontentarsi di un orario settimanale con tre ore in meno: 27 invece di 30. La previsione di «Tuttoscuola » si basa su un sondaggio del ministero. Su un campione rappresentativo di 900 scuole il 3 per cento delle famiglie ha scelto infatti le 24 ore, il 7 le 27, il 56 le 30 ore e il 34 le 40 ore. Questi dati sono attendibili? Lo sapremo tra alcune settimane. Se lo fossero appare chiaro che si va verso un progressivo alleggerimento del tempo scuola. Inizialmente nelle prime e poi, anno dopo anno, in quelle successive. Al ministero i calcoli di «Tuttoscuola» non vengono smentiti ma ridimensionati.</p>
<p>Verrà fatto il possibile per accontentare il maggior numero di famiglie che hanno chiesto le 30 ore, dice una fonte vicina al ministro. Per quanto riguarda il tempo pieno (40 ore), che secondo il sondaggio è stato richiesto dal 34 per cento dei genitori, «Tuttoscuola» prevede un aumento del 2 per cento delle classi che potrebbero passare dalle attuali 34.317 a 35.000, con 19 mila bambini in più rispetto a quest&#8217;anno. «Le risorse per il tempo pieno non solo non sono state tagliate — ha spiegato il ministro — ma sono state confermate. E grazie a un migliore impiego, sono aumentate. Quindi, non ci saranno problemi e sarà possibile rispettare il tempo pieno e la scelta delle famiglie». La polemica sulle 30 ore però continua. Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, è molto scettico sulle rassicurazioni: «Appare difficile — ha dichiarato il leader dei lavoratori della conoscenza Cgil — che si possa assicurare al 90 per cento delle famiglie il tempo prolungato con i tagli previsti». Per Francesco Scrima, segretario Cisl Scuola: «Le famiglie giustamente chiedono un tempo scuola più ricco per una scuola di qualità migliore».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/" target="_blank">Corriere.it</a></p>
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		<title>Scuola, i fondi non garantiscono le 30 ore</title>
		<link>http://www.smamma.net/2009/03/scuola-i-fondi-non-garantiscono-le-30-ore/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 15:02:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nove famiglie su dieci non potranno avere le 30 ore richieste a meno che non si rinunci ai tagli previsti dalla finanziaria. Su 294mila famiglie che ne hanno fatto richiesta, meno di 16mila potranno ottenere le 30 ore. Per non parlare delle 40.
L&#8217;articolo di Repubblica.it
Le famiglie italiane sparigliano le carte alla Gelmini. O il governo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nove famiglie su dieci non potranno avere le 30 ore richieste a meno che non si rinunci ai tagli previsti dalla finanziaria. Su 294mila famiglie che ne hanno fatto richiesta, meno di 16mila potranno ottenere le 30 ore. Per non parlare delle 40.<span id="more-1271"></span></p>
<p>L&#8217;articolo di <a href="http://www.repubblica.it" target="_blank">Repubblica.it</a></p>
<blockquote><p>Le famiglie italiane sparigliano le carte alla <a href="http://www.smamma.net/tag/gelmini/" target="_blank">Gelmini</a>. O il governo, per accontentare le richieste di mamme e papà della scuola elementare, dovrà rinunciare alle economie di spesa previste dalla Finanziaria oppure le famiglie non potranno essere accontentate.</p>
<p>I dati diffusi ieri dal ministero dell&#8217;Istruzione sulle scelte che riguardano la scuola primaria (l&#8217;ex elementare) nascondono una verità: nove famiglie su 10 non potranno avere le 30 ore settimanali richieste all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione. A meno che il governo non modifichi i criteri sulla formazione degli organici del personale della scuola già concordati con il ministero dell&#8217;Economia. Insomma, un bel pasticcio.</p>
<p>Ieri, le famiglie italiane hanno sonoramente bocciato il modello-Gelmini per la scuola elementare. Le 24 e le 27 ore in prima elementare, considerate il modello di riferimento per il futuro, hanno ottenuto soltanto il 10 percento delle preferenze. La stragrande maggioranza ha scelto il modello attuale a 30 ore (il 56 per cento) o quello a tempo pieno di 40 ore (il 34 per cento). Ma in quanti potranno essere accontentati a settembre? Decisamente pochi, visto che il ministero ha già scritto nero su bianco che l&#8217;organico per le prime classi verrà calcolato in base alle 27 ore settimanali.</p>
<p>Di conseguenza, le classi a 30 ore che sarà possibile attivare dipenderanno dalle economie realizzate con la formazione delle classi a 24 ore. Secondo una prima stima realizzata da Repubblica, su oltre 20 mila prime classi ne potranno funzionare appena 600 con 24 ore settimanali e altrettante ne dovrebbero essere attivate a 30 ore. Ma la richiesta delle 30 ore da parte dei genitori dei piccoli che fanno il loro ingresso alla scuola primaria è di gran lunga superiore.</p>
<p>In sostanza, attenendosi scrupolosamente ai dati di viale Trastevere, su quasi 294 mila famiglie che hanno richiesto un tempo scuola di 30 ore a settimana potranno essere accontentate meno di 16 mila. Cosa diranno le 278 mila famiglie che si vedranno appioppare un orario diverso da quello richiesto?</p>
<p>E non è neppure detto che potranno essere accontentati coloro che hanno scelto le 24 e le 27 ore. Il perché è presto detto. In Italia ci sono 16 mila plessi di scuola elementare e circa 16 mila sono state le famiglie che hanno optato per le 24 ore: in media un bambino per plesso. Mentre le famiglie che hanno richiesto le 27 ore sono 36 mila: poco più di 2 bambini, a conti fatti, per ogni plesso.</p>
<p>Ma le regole per la formazione delle classi sono tassative: almeno 10 bambini per classe. Anche coloro che hanno dato credito a settembre si ritroveranno in difficoltà: verrà probabilmente proposto loro di cambiare plesso o di accontentarsi di un altro modello orario. A meno che, per accontentare mamme e papà, l&#8217;esecutivo non decida di allargare i cordoni della borsa.</p></blockquote>
<p>I commenti <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-9/iscrizioni-primaria/iscrizioni-primaria.html" target="_blank">qui</a></p>
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		<title>Il computer a scuola riduce il divario sociale</title>
		<link>http://www.smamma.net/2009/02/il-computer-a-scuola-riduce-il-divario-sociale/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 06:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo l&#8217;Istat, il laboratorio scolastico avvantaggia chi non dispone di strumenti adeguati. Ma la riforma ha operato dall&#8217;anno prossimo tagli consistenti nei finanziamenti.

L&#8217;articolo di Repubblica.it.
Il laboratorio di informatica non costituisce un insegnamento prioritario nella scuola primaria, ha precisato un tecnico del ministero dell&#8217;Istruzione, all&#8217;indomani del varo della riforma Gelmini. Eppure, rileva oggi l&#8217;Istat, nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l&#8217;Istat, il laboratorio scolastico avvantaggia chi non dispone di strumenti adeguati. Ma la riforma ha operato dall&#8217;anno prossimo tagli consistenti nei finanziamenti.<br />
<span id="more-1255"></span><br />
L&#8217;articolo di <a href="http://www.repubblica.it" target="_blank">Repubblica.it</a>.</p>
<p>Il laboratorio di informatica non costituisce un insegnamento prioritario nella scuola primaria, ha precisato un tecnico del ministero dell&#8217;Istruzione, all&#8217;indomani del varo della riforma <a href="http://www.smamma.net/tag/gelmini/" target="_blank">Gelmini</a>. Eppure, rileva oggi l&#8217;Istat, nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine &#8220;Cittadini e nuove tecnologie &#8211; Anno 2008&#8243;, l&#8217;uso a scuola del personal computer ha permesso di riequilibrare, sia pure in parte, le differenze tra i bambini i cui genitori hanno la laurea e i bambini con genitori &#8220;con titoli di studio bassi&#8221;.</p>
<p>Registrando ancora passi in avanti nell&#8217;uso delle nuove tecnologie, l&#8217;Istat non può fare a meno di registrare le forti differenze nella conoscenza e nell&#8217;uso dell&#8217;informatica e in particolare di Internet dovute al lavoro del capofamiglia (operaio o libero professionista), al posto in cui si vive (Sud o Centro-Nord) e anche al titolo di studio. E sembra quest&#8217;ultima la circostanza più incisiva.</p>
<p>&#8220;Il divario tra i bambini e ragazzi di 3-17 anni &#8211; spiegano i ricercatori dell&#8217;Istat &#8211; dovuto al titolo di studio dei genitori è molto forte. Infatti, ha usato il personal computer negli ultimi tre mesi il 66,3% dei bambini e ragazzi con almeno un genitore laureato rispetto al 40,6% di quelli con i genitori con al massimo la licenza elementare con una differenza di 26 punti percentuali&#8221;.</p>
<p>&#8220;I bambini e ragazzi con genitori con titoli di studio bassi &#8211; prosegue l&#8217;Istat &#8211; sono svantaggiati sia nell&#8217;uso a casa che nell&#8217;uso combinato a casa e a scuola. L&#8217;uso esclusivo a scuola permette di riequilibrare leggemente le differenze. Usano il personal computer solo a scuola, infatti, il 6,3% dei bambini e dei ragazzi con genitori con la licenza elementare a fronte dell&#8217;1,5% di quelli con genitori laureati. Tuttavia la scuola non riesce a colmare il profondo divario dovuto a un ambiente familiare non favorevole&#8221;.</p>
<p>Ma almeno, fino ad oggi, ci ha provato. Naturalmente queste cifre sono destinate a cambiare profondamente dal prossimo anno scolastico, con il <strong>drastico taglio operato ai finanziamenti per i laboratori informatici</strong>. Una scelta, l&#8217;ennesima, che penalizzerà tanto di più il Sud. Infatti, attesta l&#8217;Istat, &#8220;sono le famiglie del Centro e del Nord a possedere le quote più elevate di beni tecnologici&#8221;.</p>
<p>Mentre infatti il personal computer è diffuso in eguale misura al Centro e nel Nord (oltre il 52%), al Sud si arriva solo al 44,9%. Inoltre, nel Centro-Nord si riscontra la quota più alta di famiglie con accesso a Internet (circa il 45%) e alla connessione a banda larga (circa il 30%) mentre nel Sud e nelle Isole le quote scendono rispettivamente al 35% e al 21% circa. Tra il 2007 e il 2008 il divario tecnologico tra il Nord e il Sud del Paese è anche aumentato (dal momento che la crescita del Nord non è stata equilibrata da tassi analoghi al Sud).</p>
<p>L&#8217;unica buona notizia, in materie di disuguaglianze, è la riduzione nelle differenze sociali nel possesso di beni tecnologici. Una riduzione rispetto a un divario che rimane comunque amplissimo: le famiglie con capofamiglia operaio hanno infatti livelli di possesso di beni tecnologici molto inferiori a quelli delle famiglie in cui il capofamiglia è dirigente, imprenditore o libero professionista. Ad esempio, rileva l&#8217;Istat, &#8220;c&#8217;è una differenza di 27 punti percentuali nel possesso di personal computer e di 30 punti nel possesso dell&#8217;accesso a Internet&#8221;. Un abisso, nonostante l&#8217;avvicinamento messo a segno nel 2008: infatti nel 2007 il divario era rispettivamente di 38 e di 33,8 punti per il Pc e la Rete.</p>
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		<title>&#8220;Per quante ore starà a scuola?&#8221;</title>
		<link>http://www.smamma.net/2009/02/per-quante-ore-stara-a-scuola/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 11:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la riforma Gelmini e la circolare, via alla corsa per le iscrizioni. Indicazioni vaghe lasciano i genitori senza risposte (e senza appigli).
La domanda centrale, in tempo di iscrizioni, è quella posta dal titolo dell&#8217;articolo di Repubblica. Ovvero: una volta scelto il modello orario della scuola elementare, sarà ragionevolmente possibile ottenerlo?
Da una parte le dichiarazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la riforma Gelmini e la circolare, via alla corsa per le iscrizioni. Indicazioni vaghe lasciano i genitori senza risposte (e senza appigli).<span id="more-936"></span></p>
<p>La domanda centrale, in tempo di <a href="http://www.smamma.net/2009/01/scuola-la-circolare-della-gelmini-per-le-iscrizioni/" target="_blank">iscrizioni</a>, è quella posta dal titolo dell&#8217;articolo di <a href="http://www.repubblica.it" target="_blank">Repubblica</a>. Ovvero: una volta scelto il modello orario della scuola elementare, sarà ragionevolmente possibile ottenerlo?</p>
<p>Da una parte le dichiarazioni del ministro dell&#8217;Istruzione, Mariastella Gelmini, che <a href="http://www.smamma.net/2008/12/la-riforma-della-scuola-ecco-le-novita/" target="_blank">illustra il modello a 24 ore </a>con il maestro &#8220;unico di riferimento&#8221;, dall&#8217;altra i &#8220;consigli&#8221; delle associazioni dei genitori e degli insegnanti che spingono le famiglie a scegliere i modelli a 27, 30 e 40 ore. Ma come stanno le cose?</p>
<p>Ecco un esempio significativo</p>
<blockquote><p>Supponiamo che una famiglia abbia scelto il modello a 24 ore in un determinato plesso scolastico nei pressi della propria abitazione. Se nello stesso plesso il numero delle famiglie che hanno scelto il modello a 24 ore sono poche (9 per esempio) si prospettano diverse soluzioni, non certo quella di formare una prima classe con meno di 10 alunni. Ipotesi che il decreto sulla formazione delle classi, peraltro, non prevede perché troppo costosa.</p>
<p>In questo caso si aprono due strade: la proposta da parte della segreteria scolastica di trasferimento in un altro plesso per mantenere il modello a 24 ore settimanali o quella di un altro modello-orario nello stesso plesso. Lo stesso ragionamento vale per gli altri modelli-orario, soprattutto per quelli a 30 ore e a 40 ore settimanali (tempo pieno) per i quali lo stesso modello di domanda mette in guardia: &#8220;preferenza subordinata a disponibilità di organico della scuola&#8221;. Idem per il tempo prolungato e l&#8217;Inglese potenziato (5 ore settimanali anziché 3) alla scuola media. Il ministero assegnerà infatti alle scuole un determinato numero di posti, sarà compito delle stesse fare quadrare i conti.</p>
<p>Discorso che si può ripetere se le preferenze delle famiglie superano le 28 unità con le quali è possibile formare una classe di scuola elementare. Il modello di iscrizione, infatti, non chiede alle famiglie di operare una scelta ma di indicare &#8220;in ordine di preferenza&#8221; i diversi modelli. Sarà poi la scuola, in base alle richieste e agli organici a stabilire chi potrà essere accontentato. Intanto, le associazioni dei genitori e i sindacati consigliano alle famiglie il tempo pieno e il tempo prolungato. E da una inchiesta lanciata dal sito internet del Tg1 è emerso che sono 3 su 4 le famiglie italiane che gradirebbero il tempo pieno di 40 ore settimanali.</p>
<p>Ma la circolare ministeriale sulle iscrizioni è categoria: &#8220;l&#8217;attivazione del tempo pieno &#8211; recita il documento &#8211; è subordinata alla preliminare, inderogabile dell&#8217;esistenza e dell&#8217;effettivo funzionamento, nonché di un numero di richieste atte a legittimare la formazione della classe&#8221; e &#8220;alla disponibilità di organico&#8221;. Le classi funzionanti a tempo pieno sono, quest&#8217;anno, 25 su 100. Sarà questo con ogni probabilità il numero di richieste che sarà possibile accogliere..</p></blockquote>
<p>L&#8217;articolo è chiaro e pone l&#8217;attenzione sul vero problema: quello di un Paese in cui le famiglie hanno bisogno del tempo pieno (senza entrare nel merito di progetti educativi etc) e la risposta è un non-sense in cui tutti sono confusi ma alla fine a pagare son sempre le famiglie.</p>
<p>Accade spesso, e anche questa volta, i commenti all&#8217;articolo non sono meno significativi dell&#8217;articolo stesso: <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-9/caos-iscrizioni/caos-iscrizioni.html" target="_blank">leggeteli</a></p>
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		<title>Scuola: la circolare della Gelmini per le iscrizioni</title>
		<link>http://www.smamma.net/2009/01/scuola-la-circolare-della-gelmini-per-le-iscrizioni/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 23:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;attesissima circolare che dà il via alle iscrizioni (28 febbraio termine ultimo) dovrebbe essere firmata domani dal Ministro Gelmini. Ecco le prime indicazioni sul prossimo anno scolastico.
Sul sito della Pubblica Istruzione sono disponibili i contenuti della circolare del Ministero per l&#8217;anno scolastico 2009/2010.
I punti salienti:
Maestro unico per le prime classi (elementari)
Anticipi alla scuola per l’infanzia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;attesissima circolare che dà il via alle iscrizioni (28 febbraio termine ultimo) dovrebbe essere firmata domani dal Ministro Gelmini. Ecco le prime indicazioni sul prossimo anno scolastico.<span id="more-500"></span></p>
<p>Sul sito della <a href="http://www.pubblica.istruzione.it" target="_blank">Pubblica Istruzione</a> sono disponibili i contenuti della circolare del Ministero per l&#8217;anno scolastico 2009/2010.</p>
<p><strong>I punti salienti</strong>:</p>
<blockquote><p><em>Maestro unico per le prime classi (elementari)<br />
Anticipi alla scuola per l’infanzia e primaria<br />
Voto in condotta: con il 5 non si è ammessi all’anno successivo<br />
Voti al posto dei giudizi</em><br />
<em> Inglese potenziato alla secondaria primo grado (media)<br />
Al via la sperimentazione di “cittadinanza e costituzione” come disciplina autonoma</em></p></blockquote>
<p>Le domande di iscrizione devono essere presentate<strong> entro il 28 febbraio</strong>.</p>
<p>I contenuti principali del documento:</p>
<blockquote><p><strong>Per la scuola dell’infanzia</strong></p>
<p>Iscrizioni aperte, nelle scuole statali e paritarie, per i bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità di posti, accertamento dell’avvenuto esaurimento di eventuali liste d’attesa), anche ai bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010.</p>
<p>Le ore settimanali previste sono 40 (8 ore giornaliere). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a un massimo di 50 ore.<br />
Prosegue l’esperienza delle ‘sezioni primavera’ per i bambini dai 2 ai 3 anni.</p>
<p><strong>Per la scuola primaria</strong></p>
<p>Sono obbligati a iscriversi (con un modulo che sarà a disposizione delle scuole) gli alunni che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto l’insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa globale dell’alunno.</p>
<p>Al momento delle iscrizioni alle classi prime i genitori possono esprimere, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all’articolazione dell’orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base.<br />
Le famiglie possono scegliere anche il modello a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno). Per le classi successive alle prime continuano i modelli orari e organizzativi in atto.</p>
<p><strong>Per la scuola secondaria di primo grado</strong></p>
<p>Con l’iscrizione i genitori esprimono la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40 ore). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della lingua italiana.<br />
Le famiglie inoltre da quest’anno potranno, in sede di iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l’intero corso della secondaria di primo grado, chiedere l’inglese potenziato: 5 ore di inglese, anziché 3 di inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria. Le famiglie dunque potranno decidere di impiegare le 2 ore della seconda lingua comunitaria per l’insegnamento dell’inglese.</p>
<p><strong>Per la scuola secondaria di secondo grado</strong></p>
<p>I nuovi ordinamenti entreranno in vigore a decorrere dall’anno scolastico 2010-2011 con la revisione generale dell’offerta formativa. Per il 2009-2010 sono confermati i percorsi previsti dagli attuali ordinamenti.</p>
<p><strong>Obbligo di formazione</strong></p>
<p>L’obbligo di istruzione potrà essere assolto anche con la frequenza dei percorsi di istruzione e formazione triennali avviati attraverso accordi regionali.</p>
<p><strong>Voti e comportamento</strong></p>
<p>I voti relativi alle singole discipline sono espressi in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza) sia nella scuola primaria che nella scuola secondaria di primo e secondo grado.<br />
Nella scuola secondaria la valutazione del comportamento è espressa in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza). Con una votazione inferiore a 6 lo studente non è ammesso all’anno successivo.<br />
L’esito complessivo dell’esame conclusivo del primo ciclo (terza media) è espresso in decimi.</p>
<p><strong>Cittadinanza e costituzione come disciplina autonoma</strong></p>
<p>L’insegnamento della disciplina “cittadinanza e costituzione” partirà come sperimentazione organica per poi entrare a regime nel 2010-2011.<br />
La disciplina avrà dal 2009-2010 un monte ore definito e una valutazione a parte per le scuole che aderiranno alla sperimentazione.</p></blockquote>
<p>Un consiglio: leggete i commenti all&#8217;<a href="http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-8/circolare-iscrizioni/circolare-iscrizioni.html">articolo di Repubblica</a> per comprendere meglio tutte le implicazioni della riforma.</p>
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		<title>La riforma della scuola: ecco le novità</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 00:03:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio dei Ministri ha approvato i decreti per la riorganizzazione delle scuole dell&#8217;infanzia, elementari medie e superiori. Ecco cosa cambia nella scuola della Gelmini
Scuola dell&#8217;infanzia
Sarà possibile iscrivere i bambini a due anni e mezzo
Scuola elementare
E&#8217; abolito il modulo a più maestri e si torna a un unico maestro di riferimento

Scuola media
Potenziamento dell&#8217;inglese: sarà possibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio dei Ministri ha approvato i decreti per la riorganizzazione delle scuole dell&#8217;infanzia, elementari medie e superiori. Ecco cosa cambia nella scuola della Gelmini</p>
<p><span id="more-316"></span><strong>Scuola dell&#8217;infanzia<br />
</strong>Sarà possibile iscrivere i bambini a <strong>due anni e mezzo</strong></p>
<p><strong>Scuola elementare<br />
</strong>E&#8217; abolito il modulo a più maestri e si torna a un <strong>unico maestro</strong> di riferimento<br />
<strong><br />
Scuola media</strong><br />
Potenziamento dell&#8217;<strong>inglese</strong>: sarà possibile fare 5 ore invece di 3, se le famiglie lo richiedono.<br />
Due ore della seconda lingua potranno essere dedicate all&#8217;insegnamento dell&#8217;<strong>italiano per gli stranieri</strong>.</p>
<p><strong>Superiori<br />
</strong>Riorganizzazione degli attuali percorsi di studio che hanno portato ad oltre 750 indirizzi.<br />
Negli <strong>Istituti tecnici</strong> comprenderanno 2 settori: <strong>economico e tecnologico</strong>. L&#8217;economico avrà 2 indirizzi, il tecnologico 9.<br />
Inglese obbligatorio per i 5 anni delle Superiori. Negli istituti tecnici, l&#8217;ultimo anno una materia sarà insegnata in inglese. Potenziate anche le materie scientifiche.<br />
Possibilità di effettuare <strong>stage in azienda</strong> l&#8217;ultimo anno delle Superiori.<br />
Gli istituti tecnici saranno organizzati secondo il modulo 2+2+1. Il primo biennio prevederà un contenuto formativo di base, il secondo specialistico. L&#8217;ultimo anno sarà di perfezionamento in base all&#8217;indirizzo.<br />
Nascono <strong>due nuove licei</strong>: Scienze Umane (ex-magistrali) e Musicale e Coreutica (danza e musica). Sono previste due lingue obbligatorie.<br />
Previsti <strong>tre nuovi indirizzi per il liceo artistico</strong>: figurativo, design e new media.<br />
Come cambieranno le superiori: <a href="http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2008_miur/allegati/schema.pdf" target="_blank">lo schema in pdf</a></p>
<p>Inoltre: le <strong>ore di lezione</strong> passeranno da 50 a 60 minuti, i <strong>laboratori</strong> saranno centri di innovazione, esperti e professionisti potranno entrare nel <strong>comitato scientifico</strong> delle scuole. I <strong>docenti</strong>, infine, potranno ricevere dal 2011 un <strong>premio produttività</strong> che potrà arrivare fino a 7000 euro all&#8217;anno.</p>
<p>Elementari e medie cambieranno dal 1 settembre 2009. Le superiori dal 2010.</p>
<p>Queste informazioni, reperite sul sito della <a href="http://www.pubblica.istruzione.it" target="_blank">pubblica istruzione</a>, sono quelle riprese nell&#8217;arco della giornata da tutti i media.</p>
<p>Non abbassa l&#8217;attenzione l&#8217;<em>Unione Studenti</em> che ha dichiarato:</p>
<blockquote><p>Riduzione del monte ore sia per i tecnici-professionali che per i licei; razionalizzazione dei curricola che si traduce in realta&#8217; in un ulteriore impoverimento dell&#8217;offerta formativa; dequalificazione degli istituti tecnici e professionali che si struttureranno alla stregua di veri e propri percorsi di avviamento al lavoro. Sono solo alcuni dei punti critici di quella che la Gelmini imprudentemente definisce la prima riforma in Italia dopo la Gentile del 1923.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.unita.it" target="_blank">L&#8217;Unità</a> riporta invece l&#8217;attenzione sui cambiamenti nella scuola primaria:</p>
<blockquote><p>E se giovedì scorso sembrava che la Gelmini avesse fatto dietrofront, ora si scopre che lo svuotamento del tempo pieno e il maestro unico (per chi ora fa il &#8220;modulo&#8221;) sono tornati.</p>
<p>Tra le novità contenute nei nuovi regolamenti, anche se rimane scontato l`addio alla didattica nelle primarie attraverso il cosiddetto &#8220;modulo&#8221; (con tre docenti ogni due classi), il maestro unico diventa poi &#8220;facoltativo&#8221;; sarà imposto solo se la maggioranza delle famiglie di una classe ne facciano richiesta.</p>
<p>Il modello orario di base dovrebbe in tal caso essere di 27 ore: 24 di didattica normale, più due ore di religione cattolica ed una di inglese.</p>
<p>Ridotta al minimo (non più di due ore al giorno) sarebbe poi la presenza contemporanea di due maestri nella stessa classe e comunque da adottare esclusivamente nei casi di attuazione del tempo pieno (40 ore settimanali).</p>
<p>Stop dunque alle attività extra-curricula, alle gite e ai corsi di recupero.</p></blockquote>
<p>In attesa che il dibattito cresca in Rete, non posso fare a meno di chiedermi: ma come gli è venuta in mente la <a href="http://it.wiktionary.org/wiki/coreutica" target="_blank">coreutica</a> nell&#8217;epoca di <em>Amici</em>?</p>
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