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Un giorno alla volta - Sep 12, 2012

Tu chiamala se vuoi prevenzione

Tu chiamala se vuoi prevenzione

Un post con poco seo e tanto “sentiment” per raccontare come quella che chiamano routine si possa trasformare in un incubo e in un’esperienza di quelle che segnano profondamente.

Si chiamano esami di routine, controlli annuali, check up, appuntamenti segnati in agenda di stagione in stagione. Tutte le donne (e gli uomini) dovrebbero farli. Quasi tutte le donne che frequento e conosco li fanno e fanno proprio bene.

Anch’io a giugno quest’anno avevo preso i miei appuntamenti per esami di routine, di controllo, cose che fai senza pensarci più di tanto così come chiami il commercialista o rinnovi la patente quando è scaduta.

Solo che quest’anno a giugno, durante il controllo annuale, la mia dottoressa ha trovato un nodulo al seno.
Non sarà niente, ma è meglio controllare. Facciamo la mammografia, che hai quarant’anni”.
E alla mammografia “Non sarà niente ma è meglio approfondire. Facciamo l’ecografia”.
E all’ecografia “Quasi sicuramente non è niente ma è meglio accertarsene. Vediamo un senologo”.

A quel punto, in un barlume di lucidità che non è neppure merito mio, ho pensato che il senologo tanto valeva sceglierlo allo IEO, metti che.
Il senologo allo IEO mi ha detto “E’ da togliere, lo leviamo”.

Così, a un mese esatto dalla prima visita, mi hanno operato.
E quando mi sono svegliata e mi hanno detto che “non era niente”, era un fibroadenoma, è stato come uscire da incubo e tornare a respirare.

Ora. Da qui in poi lasciarsi travolgere dal “sentiment”, pure con il rischio di cadere nel patetico, è alto e quindi non entrerò nei dettagli. Ma credo che ogni essere umano, specie se mamma di un bambino di cinque anni e mezzo, possa farsi un’idea, per quanto vaga, di quel che ho pensato e provato in quel lungo mese.

Lo spavento è stato davvero grande e non so dirlo meglio di così. Così come preferisco, anche dopo due mesi, i referti che indicano “lesione benigna” a quelli che recitano “tumore benigno”.
Siamo esseri umani, ça va sans dire.
Spaventarsi è lecito, sentirsi miracolati è lecito.
Forse anche pensare che la prevenzione è una gran cosa però che strizza è lecito.

E’ lecito, dopo una cosa del genere, aver bisogno di tirare il fiato, di ricaricarsi che le risorse di un essere umano non sono infinite e forse io avevo un po’ esaurito le mie.
E’ lecito aver bisogno di guardare l’orizzonte, come ho scritto su Facebook, per dire a tutti che era un brutto momento ma il peggio era passato.
Ed è stato davvero commovente e bello ricevere tanti messaggi affettuosi anche da persone che conosco solo virtualmente.
Anche se non ho risposto niente a nessuno, credetemi, è stato bello.

Forse è a loro che è dedicato questo post, a tutti quelli che si sono interessati o hanno speso una parola gentile senza nemmeno conoscere i contorni della vicenda.
Ed è dedicato anche a tutte quelle che non hanno trovato il tempo, nemmeno questa settimana, per fissare il solito controllo. Quello di routine. Quello che si fa tutti gli anni perché la prevenzione è importante.

Agli altri, quelli che mi hanno consigliato, accompagnato, confortato, sostenuto, quelli che c’erano e mi sono stati vicini sia fisicamente che emotivamente il grazie non si dice qui.
Il grazie si vive, si celebra, insieme. Perché è stato bello, in questa vicenda, sentirsi circondati da tanto affetto.

La foto che accompagna questo post è quella che ho usato due mesi fa.
In quel momento non mi sembrava vero poter essere davvero lì a bere quella birra davanti all’orizzonte.
In due mesi ho fatto del mio meglio, tra birre e tramonti, per convincermene.
Non è che mi sia scrollata tutto di dosso ma sono passati due mesi ed è anche il primo giorno di scuola.
E’ ora di tornare sui banchi. Mi sa che mi merito una cartella nuova.

5 Commenti a questo post

  1. Claudia - La Casa Nella Prateria Says:

    <3

  2. Jolanda Says:

    :-) Smack!

  3. M di MS Says:

    Ciao Sara.
    Non sapevo che avessi passato questa brutta esperienza.
    Io da anni sono sotto controllo per lo stesso motivo e ormai ci convivo. Anche se tutte le volte che devo fare gli esami sono ovviamente inquieta.
    A donne della nostra età di solito si propone subito l’ecografia, molto più attendibile.
    Comunque.
    Sono contenta che sia tutto archiviato. Con il tuo fibroadenoma ci conviverai bene, magari un po’ di dolore ogni tanto durante l’ovulazione.
    Un abbraccio.

  4. ITmom Says:

    Non sapevo nulla, Sara, e sono contenta di sentirti scrivere che è passato. Io la mammografia la devo fissare per settembre, quindi è meglio che mi sbrighi, perché la prevenzione è davvero una gran cosa e l’atteggiamento da struzzi che vedo troppo spesso intorno a me non piace. Noi genitori abbiamo il dovere di farlo proprio per i nostri figli, curarci di noi stessi sia per poter stare loro vicini sia per dare loro l’esempio di come i problemi vanno affrontati.
    Un grandissimo abbraccio.

  5. smamma Says:

    Un grazie e un abbraccio complessivo :-)

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