Perché si regala un cucchiaino d’argento quando nasce un bambino? Lo abbiamo scoperto grazie a Il Cucchiaino di Alice.
Miralda Colombo deve molto al suo “cucchiaino”, dal blog nato per Alice al libro fresco di stampa. Proprio sfogliando il libro, abbiamo trovato questa curiosità sull’origine di uno dei doni più diffusi per i nuovi nati o in occasione del battesimo.
La pubblichiamo per gentile concessione di Gallucci Editore.
Un cucchiaino d’argento per tenere lontani i demoni, portare fortuna o giurare amore eterno. Tutto ha origine da un detto diffuso nei paesi del Nord –“born with a silver spoon in one’s mouth” – che equivale grosso modo al nostro
“nato con la camicia” Fortunato chi alla nascita (ma anche in occasione di un fidanzamento o di un matrimonio) riceveva un cucchiaio d’argento, perché secoli fa questo privilegio spettava solo ai più ricchi, che non dovevano preoccuparsi di come riempire il piatto.
Questa tradizione è giunta fino a noi, tanto che in alcune parti d’Italia ancora oggi si è soliti regalare un cucchiaino d’argento al bebè appena nato.
L’aspetto curioso è che il cucchiaino, pur rimanendo sempre d’argento, cambia di generazione in generazione per i simboli che vi vengono incisi sopra, insieme al nome e alla data di nascita del bambino, dalla miniauto per i bebè degli Anni Cinquanta al trenino per i figli degli Anni Settanta, fino all’aereoplano per i bimbi del nuovo millennio: una storia che in casa nostra è sintetizzata dai cucchiaini della nonna, del papà e di Alice.Nel Medioevo si attribuivano all’argento proprietà magiche e la capacità di sconfiggere gli spiriti maligni; inoltre i cucchiai erano una vera e propria rarità, visto che la gran parte delle persone mangiava zuppe e minestre direttamente dalla ciotola e si serviva delle mani per gli alimenti solidi. Anche per i più ricchi il cucchiaio era un oggetto di prestigio e di investimento economico (nel Cinquecento il valore di un cucchiaio corrispondeva a quello di tre pecore): veniva conservato con cura e sfoggiato in occasione di banchetti e spesso, essendo piuttosto largo e con il manico corto, ci si mangiava direttamente dentro, come fosse una scodella.
Da segno di fortuna e abbondanza, il cucchiaio nel Cinquecento diventò anche un modo di dichiarare il proprio amore. I contadini del Galles ricavavano cucchiai dal prezioso legno di sicomoro importato dall’Africa, e li intagliavano con simboli
destinati alla fanciulla amata. Un cucchiaio con due pale unite dallo stesso manico era sinonimo di fedeltà nella buona e nella cattiva sorte.







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