C’è la storia romantica e il bel George Clooney, certo. Ma c’è anche la fatica quotidiana dell’essere genitori.
Il giorno che si ammalano e tu hai una riunione importante. Il capo che per ingraziarsi il cliente ti piazza un appuntamento proprio quando c’è il saggio o la partita o la festa di tuo figlio. C’è la fatica di trovare una soluzione last minute per “conciliare”. C’è che poi, se anche la soluzione la trovi, devi convincere un bambino che sia d-a-v-v-e-r-o un’idea strabiliante.
C’è avere nella borsa tutto l’occorrente per creare un costume da supereroe in cinque minuti. C’è che avere delle macchinine nella borsa può servire anche se sei un architetto e devi rendere un plastico più interessante. C’è che bisogna saper tenere in aria i birilli come un giocoliere. E avere sempre un buon pediatra di riferimento.
C’è che a volte bisogna saper dire di no e tutelare quello che davvero è importante. C’è che la lotta con i sensi di colpa non finisce mai.
Un giorno per caso è una commedia, easy e rilassante. Ma è anche un ritratto realistico di come può essere la tua vita una volta diventato genitore. Magari non proprio tutti i giorni. Ma quello, proprio quello della presentazione, del saggio, dell’appuntamento probabilmente sì.
Consigliato per avere una visione a medio termine dell’essere genitori.





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February 10th, 2012 at 2:58 pm
[...] presente quella scena di Un giorno per caso in cui Michelle Pfeiffer, architetto nella Grande Mela, deve illustrare un progetto a un cliente [...]
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