Avete partorito e siete depresse come un’otaria spiaggiata? La vostra vita di coppia è «in arresto cardiaco?» Avete capito che per fare la mamma non basta il latte materno? Mamme imperfette, armatevi di ironia, perché non tutte le maternità escono con il buco!
«C’era una scuola per ogni cosa: per imparare a ballare la bachata, per fare la pasta fresca in casa, per ricamare corredi matrimoniali e perfino per raggiungere l’orgasmo, ma niente che insegnasse almeno in parte i meccanismi, le implicazioni psicologiche e i segreti del mestiere più difficile del mondo. Ero solo io a sentirmi una madre incapace? C’era qualcuna in un angolo del mondo che si trovava nelle mie stesse condizioni o erano tutte omologate per essere mamme a denominazione d’origine controllata?»
Cosa succede se una donna gelosa della propria indipendenza, con «sane» inclinazioni ossessivo-compulsive per l’ordine e la pianificazione, rimane incinta? Oltretutto dopo che le è stata diagnosticata l’impossibilità di concepire un bambino? Non può che lanciarsi con entusiasmo in quella che il mondo intero definisce la più grande esperienza della vita.
Per nove mesi Deborah coltiva le più rosee aspettative, annota sogni e bisogni sulla sua stramba agenda in finto coccodrillo e cede al richiamo della temibile Sindrome del Mulino Bianco. Ma ecco il fatidico momento del ritorno a casa dall’ospedale, quando, turbata da inaspettate sensazioni, digita su Google le parole chiave «maternità + pianto incontrollato + avrei voluto non essere mai nata + non pensavo che la vita fosse così di merda» e scopre di soffrire di Dpp, depressione post-parto.
Incapace di provare sentimenti per sua figlia e terrorizzata all’idea di non essere mamma nel Dna, Deborah si ritroverà alle prese con un viscido serpentello – proiezione mentale del suo malessere – che le strapazzerà i neuroni mostrandole un lato oscuro della maternità fatto di angosce e paure. Verrà soccorsa dal suo angelo custode – la forza di volontà – che riuscirà a spingerla a un efficace contrattacco.
Dopo impervie riflessioni, faticose conquiste dei ritmi quotidiani, melodrammatiche ma benefiche sedute terapeutiche con uno stoico quanto misterioso maestro di yoga, «contorsionismi» purificatori e la scoperta del mondo delle mamme online, Deborah sperimenterà nuove dimensioni e prospettive di questa irripetibile dis(avventura), ma soprattutto capirà, grazie a una bizzarra catarsi, che anche lei di materno ha molto più del latte.
Deborah Papisca, laureata in Lingue, lavora dal 2000 all’ufficio stampa della Provincia di Pesaro e Urbino. Collabora come redattrice con il magazine online www.nostrofiglio.it. Notata in rete da «Grazia», per il suo blog aperto un po’ per gioco, è stata ospite della rivista per una settimana. Appassionata di filosofie orientali e di fantasy, appena può si eclissa in letture buddiste e magiche storie di elfi e maghi. È sposata con quel sant’uomo di Carlo ed è mamma di Camilla, quattro anni e mezzo.
comunicato stampa





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