Nell’Italia delle discriminazioni e di un gap gender su cui molti si soffermano solo in occasione dell’8 marzo e simili, le donne che conosco, frequento e hanno una famiglia (certo non le single rampanti) si confrontano tutti i giorni con una realtà sociale che non le sostiene nell’essere madri e lavoratrici.
Ognuna poi, in questo deserto delle intenzioni, trova, con fatica, la sua via, la sua conciliazione con più o meno soddisfazione.
Una conciliazione sempre fatta di compromessi e salti mortali e nella continua necessità di “aggiustare il tiro” perché le situazioni che compromettono un equilibrio spesso precario sono moltissime.
Però continuano a provarci. Con fantasia, grinta e anche un po’ di frustrazione.
Che poi a volte raccontano in Rete. Come è capitato in questi giorni in cui ho letto diverse storie, diversi post sul personalissimo bisogno di trovare un nuovo equilibrio.
Ve li linko qui.
Vita da strega: Sogni sta cippa
MaCheDavvero: Voglio un ufficio, ovvero: la vita della freelance con figli(a)
NonSoloMamma: Con la presente
Mamma in 3D: Non mi annoio
Sicuramente ce ne sono in giro altri, tanti quante le donne che pubblicano online direi. Se volete segnalarli, saranno certamente utili. Perché diciamocelo: se tutta questa cosa del mommyblogging non facesse solo parlare delle mamme influencer e del passaparola per gli acquisti forse tutte ci guadagneremmo qualcosa.





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