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A Scuola - Jun 7, 2010

Il tempo pieno? Chi lo vuole paghi

Il tempo pieno? Chi lo vuole paghi

Così recita il titolo di uno strillo su La Stampa

Duecentomila i bambini esclusi. Coinvolte soprattutto le primarie. Come una lotteria, con test, graduatorie e punteggi per accedere al tempo pieno.

Ecco il link all’articolo La lotteria del tempo pieno.
IlPost riprende l’articolo e segnala ulteriori contributi da chiedere alle famiglie.
Nel frattempo, in Puglia si chiedono 145 euro a studente per i commissari della maturità perché un liceo di Putignano non ha i soldi per garantire l’esame dell’ultimo anno.

E mentre si decide della necessità inamovibile, secondo l’UE, che le donne vadano in pensione a 65 anni è impossibile non ricordare la proposta di posticipare l’inizio della scuola a ottobre ( su cui SkyTG24 ha raccolto il commento di tre blogger mamme e lavoratrici) e l’ormai celeberrima intervista in cui la Gelmini dichiarava che stare a casa dopo il parto è un privilegio aprendo un dibattito online animato sia dalla risposta della Bignardi che da molti contributi in Rete.

La Bignardi si esprime anche sul tempo pieno e dice, tra l’altro:

Ma non è questo il motivo per cui il tempo pieno è una conquista che non si può nemmeno immaginare di perdere: il senso del tempo pieno era soprattutto quello di un’istruzione più completa e moderna. Più equilibrata. Più in linea con quel che succede nei Paesi evoluti, con insegnanti in condivisione, gruppi di lavoro, progetti comuni, inglese, arte, musica.
Questa grande ipocrisia di farci sentire in colpa perché vogliamo mantenere il tempo pieno per i nostri figli, come se fossimo madri degeneri che vogliono piazzarli a scuola per andare in palestra o dal parrucchiere, è in linea con la filosofia di questo governo, che straparla di modernizzazione e ottimizzazione e cerca solo di risparmiare sui più deboli, guardandosi bene dall’intervenire radicalmente là dove ci sarebbe da risparmiare davvero: privilegi dei parlamentari, auto blu per tutti, spesa militare, organismi mangiasoldi come Regioni e Province, evasori fiscali, Rai ed enti pubblici malgestiti, sprechi vari… la lista è lunga. Un Paese civile moderno e sano non dovrebbe nemmeno pensare di tagliare i finanziamenti alla scuola pubblica, il suo più importante elemento di formazione sociale e culturale.

Tutto questo mi fa pensare a un’altra lettera aperta, di cui si era tanto parlato tempo fa, Figlio mio lascia questo Paese.
Solo che io mi sento la figlia.

5 Commenti a questo post

  1. Wwm Says:

    Che difficile leggere queste cose…Per una che sogna tanto un giorno di tornare a vivere in Italia. Che magone…

  2. Mammamsterdam Says:

    Posso aggiungere una cosa: che ci sarà mai di male per una madre o un padre avere del tempo libero per la palestra, il parrucchiere o quant’altro?

    A me non sembra un buon servizio alla causa questo approccio del tempo delle madri esclusivamente in funzione utilitaristica: produrre, produrre, produrre e schianta.

    Anzi, vi dico di più: proprio a quelle madri che non godono mai del contatto con i propri figli, che se li trascinano dietro come una palla al piede, che preferiscono ebbene si il parrucchiere a oltranza o l’unghia al gel, proprio i figli di certe madri hanno bisogno di tutto il tempo pieno e il doposcuola che gli si può offrire, almeno vengono a contatto con modelli umani e realtà diverse:-)

  3. smamma Says:

    @mammamsterdam: ahahahah non l’avevo pensata in questi termini ;)

  4. Barbamamma Says:

    mmmm nel frattempo, non chiedo tanto, ma qualcuno mi dà anche un nido a tempo pieno per il mese di agosto a milano? E’ una vera rarità! E non perchè debba andare in palestra, dal parrucchiere o perchè abbia una serie di appuntamenti con il mio personal shopper: lavoro santo il cielo, tutto il mese di agosto. Così pure mio marito e lasciare tutto il giorno la bimba con una babysitter è davvero triste. Prenderemo permessi orari a nasto ma… se ci fossero delle strutture dedicate ai bambini non sarebbe male. Okay, è fantascienza e chi dovrebbe ascoltare è già in vacanza in costa azzurra. Magari quando gli alieni arriveranno e leggeranno il commento però capiranno quali sono i servizi che potrebbero essere utili alle famiglie…

  5. smamma Says:

    @barbamamma: purtroppo non ne conosco. Tutti i nidi di cui ho qualche informazione sono chiusi nel mese di agosto. Anch’io mi stupisco sempre di come una città come Milano, che chiede tanto ai suoi abitanti, non garantisca dei servizi in linea con “gli sforzi” che chiede. Ho amiche che vivono in provincia, anche in altre regioni, e possono contare sul nido anche ad agosto. Posso solo suggerirti di chiedere a radiomamma. Good luck :-O

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