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Lavorare - May 11, 2010

Fulvia, mamma single e precaria in Debito d’ossigeno

Fulvia, mamma single e precaria in Debito d’ossigeno

Debito d’ossigeno è il documentario di Giovanni Calamari che fotografa cosa significa perdere il lavoro, magari precario, in un momento di crisi economica. E’ un racconto di orgoglio e reazione, di lotta quotidiana per non cadere nella disperazione. E’, anche, la storia di Fulvia mamma single dal destino precario.

Il documentario non parla solo di Fulvia, ma se siete mamme la storia di Fulvia non potrà lasciarvi indifferenti. Perché se la povertà è l’impossibilità di scegliere, quando hai un figlio vorresti solo poter scegliere il meglio. E non poter scegliere niente è un pugno allo stomaco. Per lei, per voi.

Per tutti eccetto quelli che, dovendo firmare assegni di mantenimento da trecentomila euro mensili o trovando qualcuno che gli paga una casa a loro insaputa, forse non hanno ben chiaro cosa significhi mettere in conto di dover affrontare “solo” una settimana in due senza neanche un centesimo prima che arrivi il prossimo stipendio. Finché arriva, almeno.

Giovedì 20 maggio Debito d’ossigeno sarà a 7DOC, la rassegna cinematografica dedicata al tema del lavoro precario al cineporto di Torino. Per conoscere le prossime programmazioni del docufilm, seguite il blog.

5 Commenti a questo post

  1. Claudia-cipi Says:

    mmm ho le mie riserve sulla signora Fulvia. Si lamenta che non ha soldi ma poi usa piatti di plastica e teglie per il forno usa-e-getta, ha la carta di credito (lo chiede alla cassiera, e la carta ha dei costi), i capelli cortissimi che richiedono tagli frequenti (ma potrebbe farli con la macchinetta a casa) e quel viola nei capelli è troppo vivace per risalire a molto tempo fa (non sembrano capelli finti), sceglie la busta per la spesa di plastica e nemmeno quella più economica (io faccio spesa al lidl, conosco quelle buste e mi porto in ogni caso la mia di tela, riutilizzabile), tanti prodotti pronti e confezionati che a farli in casa si spende molto meno (e sono più sani). E questo è solo quello che ho notato io, perchè sono piccoli accorgimenti che a fine mese ti fanno risparmiare anche 50 euro, e se uno i soldi non ce li ha, anche quelli cerca di risparmiarli.

  2. fulvia Says:

    Carissima Claudia, ci vai giù un po’ dura…ma per questo ti rispondo.
    Io non piango disgrazia, ma precarietà.
    La carta di credito te la da la posta con 5 euro, i piatti di plastica così come le teglie li riciclo, la busta del lidl me la porto dietro e riciclo anche quella.
    In ogni caso la mia lavatrice (che non è mia ma del padrone di casa) ha vent’anni, il mio televisore è piccolo ed insieme alla mia macchina (vecchia anche lei) sono le mie uniche proprietà.
    Ho uno stipendio dignitoso e devo mantenere solo un figlio, non risparmio niente, spendo tutto e faccio in modo che la precarietà non soffochi nè me nè mio figlio….tutto qui!
    Buona vita finchè dura….

  3. fulvia Says:

    P.s. dimenticavo:
    Io sono sola e lavoro 10 ore al giorno…difficile confezionare prodotti casalinghi!

  4. Giovanni Says:

    Claudia, se mi mandi una mail a info@debitodiossigeno.it con il tuo indirizzo avrei piacere di inviarti una copia del film cosi che tu possa valuatre meglio, se ti interessa, la storia di Fulvia. E’ sempre complesso giudicare le storie degli altri. Ricordo che Fulvia non è una poveraccia, è una persona normale che vive in uno stato di precarietà continuo e al momento irreversibile a meno di scelte che limiterebbero la sua libertà/identità. Non ho intenzione di difenderla, anzi ma credo che certe vicende vadano valutate a partire dai dettagli come tu ben noti ma è l’insieme dei dettagli (e non quei pochi dettagli di un trailer da 3 minuti) che ci restituisce il ritratto della vita delle persone e in 70 minuti di film di dettagli ce ne sono a sufficienza ;-)
    Ti accorgerai nel vedere il film del ruolo di sua madre, delle azioni quotidiane che Fulvia compie assieme a suo figlio, insomma non è un film su Fulvia ma sul significato di vivere come degli equilibristi sul filo d’acciaio teso non molto bene…un caro saluto

  5. Claudia-cipi Says:

    Eccomi!
    Scusate, mi ra sfuggito il post ed i vostri commenti. Per fortuna Smamma mi ha avvisata (e la ringrazio anche qui).
    Sicuramente il film per intero darà molte più informazioni e sicuramente non ci sono andata troppo per il leggero, ma mi sembrava giusto esprimere la mia opinione senza girarci intorno o omettere niente, che le mezze verità di solito non mi portano a niente di buono.
    Da un lato ho pensato che questi piccoli dettagli come hanno fatto sorgere qualche dubbio a me potevano farlo sorgere anche a quacun altro, quindi magari poteva anche alla fine essere uno spunto di riflessione per il regista, che magari invece non ci aveva fatto caso.
    D’altro canto mi aspettavo proprio la risposta di Fulvia, per poter capire come stavano le cose, perchè che i piatti li ricicla dal video non si capisce e di solito chi compra piatti usa e getta non lo fa per lavarli poi.
    Infine, lo ammetto, ho il dente avvelenato sull’argomento perchè troppe persone intorno a me (nella vita reale o in quella virtuale) si lamentano di non arrivare a fine mese e poi sprecano soldi in modo più o meno evidente.
    La mia situazione non è molto diversa da quella descritta, purtroppo, e forse anche (e sorpattutto) per questo ho notato quei dettagli, perchè quelle sono spese che io per prima ho evitato o tagliato, perchè io per prima sono costretta a guardare il centesimo nella spesa e quelle cose che ho visto e criticate le considero quasi un lusso.

    Se poi ci si potesse anche confrontare sui modi per risparmiare il risparmiabile sarebbe molto interessante, perchè sono sicura che non sono ancora arrivata a pensarle tutte.
    (Fulvia, anche io alvoro 10 ore al giorno, ma qualcosina in casa si riesce a fare, se ti interessa possiamo parlarne, che immagino nemmeno a te dispiaccia poter risparmiare qualcosa in più)

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