C’è un momento, dura un istante, quando ti dicono che stai aspettando un figlio maschio in cui il tuo cuore si ferma. E per un attimo, una frazione di secondo, non puoi fare a meno di sussurrare una preghiera tra te e te: “Che non sia un pedofilo, che non sia uno stupratore, che non sia un violento”.
Perché è vero quello che cantava Mia Martini un discreto numero di anni fa: “Gli uomini sono figli delle donne ma non sono come noi”.
E mio figlio, che a tre anni è innamorato di Alice o Matilde a seconda di chi non è ammalata e a Nora per il suo compleanno voleva regalare un cesto di mele “tutte rosse”, domani sarà un uomo. E l’uomo che sarà domani dipende da noi oggi.
Dipende da me, da suo padre e da come lo sapremo educare all’amore sì, ma anche al rispetto.
Io sono una donna fortunata: il mio secondo pensiero, quando ho saputo che aspettavo un figlio maschio è stato “che sia come suo padre“. Ma non è così per tutte e non basta certo una Giornata Contro la Violenza sulle Donne per cambiare le cose. Una giornata non basta ma serve.
Serve perché l’ISTAT ha pubblicato ad ottobre un volume sul tema, che si scarica liberamente qui, e che in merito all’entità del fenomeno dichiara:
Il fenomeno della violenza fisica e sessuale degli uomini contro le donne ha riguardato un terzo delle donne che vivono in Italia: sono, infatti, 6 milioni e 743 mila (il 31,9 per cento) le donne vittime di tali violenze nel corso della propria vita. Tra queste, quasi 4 milioni di donne hanno subito violenza fisica (il 18,8 per cento, il 16,0 per cento se si esclude la sola minaccia di violenza) e circa 5 milioni (23,7 per cento) hanno subito violenza sessuale. Se fra le violenze sessuali si considerano solo lo stupro e il tentato stupro, la percentuale di vittime è pari al 4,8 per cento, che corrisponde a oltre un milione di donne.
I dati sono relativi al 2006, capite?, e parliamo di un terzo delle donne che vivono in Italia. Non io, non tu ma lei sì. Pensateci. Fa venire i brividi.
Per questo è importante che ci sia il 23 novembre e per questo è importante parlarne. C’è chi andrà in piazza, chi scriverà un post, chi farà una donazione a una delle tante associazioni che offrono un aiuto concreto alle donne che subiscono violenza, di qualsiasi tipo. Perché, è bene ricordarlo, la teoria è semplice, la pratica è tutta un’altra cosa.
Ed è proprio a tutte quelle donne che vivono una situazione di quotidiana violenza, non io non tu ma lei sì, a cui voglio rivolgermi.
Forse i dati del 2006 non ti interessano e forse nemmeno quelli del 2009. Forse, anzi sicuramente, ti senti braccata, annientata e senza vie d’uscita. Ma prova a leggere questo:
(Nel 2007) 674 mila donne hanno subito violenze ripetute da partner e avevano figli al momento della violenza. Il 61,4% ha dichiarato che i figli hanno assistito ad uno o più episodi di violenza.
E’ davvero il tuo presente il futuro che vuoi regalare ai tuoi figli e a chi li amerà?








November 25th, 2009
Grazie per aver aderito alla campagna che Donna Moderna ha organizzato insieme a Fondazione Pangea Onlus in occasione di una giornata così importante come il 25 novembre. Pangea si occupa da anni di riscatto economico e sociale e si batte in Italia e nei Paesi del sud del mondo, affinché i diritti e la dignità della donne siano rispettati. on i suoi progetti Pangea lavora per dare a tutte le donne opportunità concrete di riscatto economico e sociale, attraverso l’istruzione, l’educazione sanitaria e ai diritti umani e il microcredito. Questa campagna di sensibilizzazione va a sostegno di pangeaprogettoitalia, il progetto a favore delle donne che in Italia hanno subito violenza. E’ un progetto concreto che le lettrici del tuo blog potranno scoprire a questo link: http://www.pangeaonlus.org/main.php?liv1=progetti&liv2=in_corso&liv3=italia
Abbiamo anche attivato uno sportello antiviolenza online http://www.sportelloantiviolenza.org
Spero che il tuo blog voglia continuare a seguire il nostro lavoro a favore delle donne.
Un cordiale saluto
Fondazione Pangea Onlus