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Mamme Vip - Oct 19, 2009

Margherita Buy: Lo spazio bianco

Margherita Buy: Lo spazio bianco

Nelle sale, il film di Francesca Comencini tratto dal libro di Valeria Parrella. Un film che racconta di una mamma single, di una maternità tardiva, di un’attesa che va oltre la gestazione.

Lo spazio bianco  parla di maternità. La sua, a 38 anni, come è stata?
Ci ho messo molto tempo a restare incinta. (…) Non solo. Finalmente incinta, in una delle prime ecografie, mi dicono che non c’è il battito. E’ stato un incubo. Per fortuna, si erano sbagliati.

Mentre non riusciva a restare incinta, ha sentito la pressione esterna: “Allora, quando fate un bambino?”
Non tanto: era un problema che riguardava soprattutto me. Il mio compagno aveva già due figli e quel tipo di pressione in genere la buttano addosso alle coppie. Però ero molto infastidita dalle altre donne che avevano già figli. Erano esaltate, non parlavano d’altro: mi sentivo tagliata fuori, vedevo la vita delle mie amiche che cambiava e questi loro figli erano al centro di ogni attenzione e conversazione. Che noia!
Adesso sto molto attenta a parlare di Caterina in presenza di gente che figli non ne ha, perché ho patito molto l’atteggiamento delle altre.

Se le difficoltà fossero continuate, avrebbe fatto la fecondazione artificiale?
Non avrei avuto la determinazione necessaria. Se Caterina non fosse arrivata spontaneamente, avrei rinunciato.

Nel film, Maria affronta la gravidanza da single. Lei avrebbe avuto il coraggio di farlo, senza un compagno?
In genere, io penso che quando arriva un figlio lo si tiene, con o senza un uomo al tuo fianco. A maggior ragione se, come nel film, arriva quando non sei più giovane ed è la tua ultima chance. E’ chiaro che ci sono situazioni sociali ed economiche in cui diventa impossibile mettere al mondo un bambino, e non condanno chi sceglie di abortire: immagino che, se lo fa, pensa di non avere alternative. Ma sono panni in cui non riesco a mettermi nemmeno in teoria: so che non sarebbe mai stato il mio caso.

Come andò la sua gravidanza?
All’inizio sono stata malissimo. Stavo girando Le fate ignoranti e vomitavo dalla mattina alla sera. Era agosto, a Roma non c’era nessuno. Ricordo l’amniocentesi fatta da sola perché erano tutti in vacanza. Finito il film, a settembre, le cose sono andate sempre meglio, e mia figlia è nata a gennaio.

Quando vede le foto di Angelina Jolie con tutti quei figli, che effetto le fa?
Gli eccessi non mi piacciono mai. Però credo che lei lo faccia davvero per generosità. Ammetto che io non mi ci vedrei, neanche se me lo potessi permettere: non ho il carattere per stare con tutti quei bambini.

Quindi non ha mai nemmeno pensato di farne un secondo?
A parte la difficoltà di restare incinta di cui sopra? Insomma. Pur tra mille privilegi, il mio lavoro è itinerante e instabile. Non si mettono al mondo i figli per farli allevare da altri.

E’ faticoso fare la mamma?
Certo. C’è una cosa in cui nessuno ti può aiutare ed è la loro educazione. E’ molto difficile farsi ascoltare da un bambino e riuscire, al tempo stesso, a non essere una madre opprimente.

(dall’intervista a Vanity Fair del 21 ottobre 2009)

Il trailer del film

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