Una collana del Battello a Vapore dedicata ai più piccoli: i temi quotidiani raccontati da Roberto Pavanello ai bambini e da Silvia Vegetti Finzi ai genitori.
L’ho scoperta per caso, attirata da un formato che gira parecchio in casa mia, quello dei Barbapapà. Quel che convince, credo, è la scelta non tanto “narrativa” quanto “quotidiana” che permette ai bambini (e ai genitori) di rivivere episodi “critici” della giornata e quindi di discuterne e di elaborarli.
Sul retro della copertina la collana è raccontata così:
Le storie di Roberto Pavanello hanno come protagonisti cuccioli di animali alle prese con le tipiche situazioni dell’infanzia, in cui i lettori si immedesimano con facilità. Alla fine di ogni libro, Silvia Vegetti Finzi, nota psicologa dell’età evolutiva e scrittrice, offre spunti di riflessione su come affrontare le situazioni legate alla crescita.
E in effetti i titoli sono davvero esemplificativi: Tutti a scuola, Arriva il signor buio, Lo mangio o non lo mangio?, Questo è mio!, Il dottore non è… un orco!, Non mi fai paura!, Oggi stiamo insieme, La mamma è solo mia!
Protagonista delle avventure è Oscar, un simpatico draghetto che vive a Green Town con mamma papà e con la sorellina Bea. Oscar ha anche molti amici e si definisce un draghetto simpatico e a volte un po’ fifone. I personaggi sono illustrati da Christian Aliprandi e Maurizia Rubino.
Il saggio rivolto ai genitori evidenzia le criticità della storia, come sono vissuti questi passaggi dai bambini e come aiutarli per superare al meglio questi momenti necessari. All’inizio ero un po’ scettica sull’opportunità di inserire nello stesso album che si rivolge ai bambini anche un “supplemento” per i genitori. In effetti, però, loro non ci fanno quasi caso ed è decisamente più semplice tenere queste informazioni a portata di mano, senza il rischio di perderlo.
Ancora due righe sull’autore, Roberto Pavanello. Sul suo sito, oltre a informazioni e link, sono disponibili anche delle storie inedite e degli articoli. Vi segnalo, ovviamente, Come leggere ai più piccoli perché, davvero, non si finisce mai di imparare…











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