Mamme 2.0
Digitali, geek e tecnologiche
Mamme e lavoro
Per conciliare famiglia e carriera
Mamme Vip
Un occhio discreto sotto i riflettori
Tate e Nonni
Baby sitting: come organizzarsi

Segnalazioni e comunicati stampa - May 28, 2009

L’aiuto per ogni bambino scomparso è in un numero: 116000

L’aiuto per ogni bambino scomparso è in un numero: 116000

Ogni giorno centinaia di bambini scompaiono in Europa e nel mondo. Sebbene la maggior parte dei bambini venga ritrovata nelle prime 24 ore, molti riescono a tornare alle loro case e alle loro vite dopo molto tempo, altri non verranno mai più ritrovati. Dal 25 maggio 2009, in 10 Stati Membri dell’UE sarà più facile non solo per i genitori segnalare la scomparsa di un figlio e per un bambino scomparso ritrovare la strada verso casa, ma anche per i cittadini fornire informazioni su un bambino scomparso.

L’aiuto viene da un numero di telefono: 116000, la Linea per i Bambini Scomparsi. In Italia il 116000, assegnato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni al Ministero dell’Interno, verrà gestito da Telefono Azzurro, grazie ad un protocollo d’intesa. Telefono Azzurro si è impegnato a mettere in campo
risorse proprie per la gestione del progetto.

Il 25 maggio – giornata internazionale dei bambini scomparsi – è l’anniversario del 25 maggio 1979,
data in cui Etan Patz, un bambino di 6 anni, scomparì da un incrocio stradale di New York mentre
andava a scuola. Per trent’anni le ricerche di Etan sono continuate, ma Etan non è mai stato ritrovato.
La giornata internazionale dei minori scomparsi onora questo impegno, ricordando ai genitori e agli
adulti in genere che la sicurezza dei bambini è una priorità assoluta.

Per questo il 25 Maggio è stato scelto da dieci Paesi europei per il lancio del numero 116000, linea
telefonica diretta per i bambini scomparsi. Infatti, in seguito alle attività di sensibilizzazione
condotte da Missing Children Europe – la Federazione Europea per i Bambini Scomparsi e Sfruttati
Sessualmente, che rappresenta 23 organizzazioni non governative attive in 16 Paesi dell’Unione
Europea – la Commissione Europea ha introdotto il numero per i bambini scomparsi nel Febbraio
2007 e ha determinato, attraverso una Decisione della C.E., che gli Stati Membri debbano riservare
il numero 116000 per servizi di emergenza per i bambini a partire dal 31 agosto 2007. In un’Europa
senza confini, questo numero può essere di estrema importanza nella ricerca dei bambini.

Finalmente oggi si conclude il processo per riservare, assegnare e mettere in opera il numero che sarà operativo in 10 Stati Membri (Belgio, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania a Slovacchia); da oggi sarà lanciata in simultanea in tutti questi Paesi una campagna per informare genitori e bambini dell’esistenza e dell’operatività di questo numero.

Il concetto di “scomparsa” comprende tutte quelle situazioni in cui si perdono le tracce di un bambino o di un adolescente, non si conosce il luogo preciso in cui un minore si trova e/o le circostanze in cui tale sparizione è avvenuta. I minori che scompaiono sono quindi i bambini che si perdono, che vengono rapiti, che sono sottratti da uno dei due genitori, i ragazzi italiani o stranieri che si allontanano volontariamente da casa o da un istituto.

In Italia, i dati sui minori scomparsi sono forniti dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato – Servizi Centrale Operativo – Divisione Analisi – Sezione Minori. I dati aggiornati al 5 gennaio 2009 relativi ai minori italiani e stranieri per i quali sono state attivate le segnalazioni di ricerca sul territorio nazionale e che risultano ancora da ricercare, indicano che questi sono stati nel 2008 ben 1.330, con un forte incremento rispetto all’anno precedente (in cui erano stati 510). Un’altra autorevole fonte che traccia il profilo dei minori scomparsi nel nostro Paese è la seconda relazione semestrale per l’anno 2008 del Commissario Straordinario del Governo per le Persone Scomparse del Ministero dell’Interno. Analizzando i dati forniti dal Servizio Centrale Operativo del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, emerge che i minori scomparsi, e ancora da rintracciare, dal 1 gennaio 1974 al 30 settembre 2008 in Italia sono 9.802, di cui 1.722 italiani e 8.080 stranieri. Dall’analisi globale delle informazioni, è possibile rilevare che il numero dei minori scomparsi ha avuto un costante incremento a partire dagli anni ’90: ciò è riconducibile ai mutamenti socio-economici degli ultimi anni, in particolare relativi ai flussi migratori che hanno portato molti minori stranieri nel nostro Paese.

Nel corso dell’anno 2008, alle linee di Telefono Azzurro sono pervenuti complessivamente 106 casi di scomparsa di minori: 67 fughe da casa/da istituto, 22 sottrazioni nazionali e internazionali, 8 bambini che si sono persi e 9 scomparse non ulteriormente specificate. In linea con i dati nazionali della Polizia di Stato, la fascia di età maggiormente coinvolta è quella degli adolescenti tra i 15 e i 18 anni (57,6%), protagonisti delle fughe volontarie. I casi di sottrazione riguardano invece per lo più bambini fino a 10 anni.
Nel panorama europeo, bastano poche cifre sull’attività delle organizzazioni che fanno parte di Missing Children Europe per rendere conto della serietà del problema. Solo nel 2007 infatti: Child Focus (Belgio) conta 2928 nuovi casi aperti; la Fondation pour l’Enfance (Francia) ne conta 706; Focus (Romania) ne conta 354 (da maggio a dicembre); Missing People (UK) conta 4802 nuovi casi aperti. A livello internazionale, il report annuale del 2007 del NCMEC – National Center for Missing and Exploited Children (USA) riporta cifre impressionanti: ogni anno negli Stati Uniti sono ben 800.000 i bambini che scompaiono (circa 2.000 al giorno), anche se va sottolineato che la maggior parte di questi bambini viene ritrovata in breve tempo. 200.000 sono stati sottratti da membri della famiglia; 58.000 da persone esterne alla famiglia (con una
motivazione prevalentemente sessuale); 6.115 sono stati i casi più gravi, in cui il bambino è stato rapito da un estraneo e ucciso o tenuto in ostaggio.

Il 116000 è un numero gratuito operativo 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana In Italia e nella maggior parte dei paesi aderenti. Le chiamate in Italia vengono accolte dallo staff professionale e specificamente formato di Telefono Azzurro, cui il numero è stato assegnato.
Compito del 116000 è di rispondere 24h su 24 alle segnalazioni provenienti dal territorio nazionale relativamente a situazioni di scomparsa di minori e supportare le indagine delle autorità competenti attraverso accordi e procedure che Telefono Azzurro ha definito con le Forze di Polizia. Il servizio è
dotato di procedure operative condivise con le Forze di Polizia e di una banca dati con l’indicazione
delle Forze di Polizia competenti territorialmente.

Poiché molti casi di scomparsa oltrepassano il confine italiano, il 116000 metterà in rete le
segnalazioni con gli altri gestori europei al fine di estendere le ricerche anche all’estero. Telefono
Azzurro è parte del network europeo e da anni collabora con la Federazione Missing Children
Europe al fine di gestire situazioni spesso complesse come i casi dei bambini contesi. In tale contesto, analogamente a quanto accade negli altri Paesi europei, anche in Italia il servizio è stato affidato ad una associazione di provata esperienza anche a livello internazionale come Telefono Azzurro, associazione che gestirà tale servizio in totale autonomia finanziaria, senza alcun contributo pubblico. Il servizio inoltre è stato affidato all’associazione anche in virtù della comprovata esperienza maturata nella gestione del 114 emergenza infanzia, il servizio pubblico che l’associazione gestisce per conto del Governo dal 2003, competente nella gestione di situazioni di pericolo e di emergenza attraverso l’ascolto e il sostegno telefonico.

Il sito ufficiale del servizio è 116-000.it

3 Commenti a questo post

  1. extramamma Says:

    Molto interessante questa notizia! L’idea di smarrire, anche solo per pochi minuti, il proprio bambino è l’incubo più grande di ogni madre.

  2. smamma Says:

    Già. Eppure secondo me non hanno dato per niente risalto a quest’informazione…

  3. ANNALISA Says:

    Credo che per qualsiasi genitore al mondo non ci sia cosa peggiore di non sapere che fine abbia fatto il proprio figlio.

Lascia un commento a SMamma!