Un prezioso articolo ci illumina su diritti e doveri del pediatra convenzionato.
Riporto integralmente l’articolo pubblicato su KwSalute.
Sono sempre disponibili ad ascoltare e a dare consigli per telefono, ma di spostarsi proprio non se ne parla. Se un bambino sta male e ha 40 di febbre meglio che il genitore lo copra bene e lo porti nell’ambulatorio del pediatra. Sì, perché il comportamento dei pediatri convenzionati in fatto di visite a domicilio generalmente è questo: quando riceve una chiamata, preferisce fare l’anamnesi al telefono e poi chiede che il piccolo venga visitato in studio. E tutto ciò è possibile perché è una scelta che rientra nella loro responsabilità e discrezionalità.
“In base convenzione nazionale – spiega il dottor Giuseppe Mele, presidente della Società italiana di pediatria – i pediatri di libera scelta sono tenuti a svolgere l’attività medica in studio. Solo se le condizioni mediche non consentano la trasferibilità del malato, questo può recarsi a casa del paziente. Ma è una valutazione del tutto personale. Dal nostro punto di vista il bambino non potrà che ricevere cure più appropriate in ambulatorio. Qui infatti troverà attrezzature diagnostiche che consentono svolgere una diagnosi più corretta”. Fatto sta che le visite domiciliari sono da sempre un problema, che nasce dal conflitto fra una richiesta della famiglia (che poggia sulle motivazioni del singolo) e la disponibilità del pediatra che, avendo circa 800 pazienti in carico, guarda al problema dal punto di vista collettivo.
Come si sceglie il pediatra. “Fino a sei anni – spiega Giacomo Milillo, segretario della Federazione italiana medici di medicina generale – è obbligatorio il pediatra, fino ai 14 si può scegliere, mentre dopo si deve passare al medico di famiglia”. Il pediatra convenzionato si sceglie in base a un rapporto di fiducia – si legge sulla convenzione nazionale – e questo si fonda anche sulla reciproca conoscenza e sulla trasparenza. Le Asl poi provvedono a informare i cittadini, sul curriculum formativo e professionale del pediatra, sulle caratteristiche della attività professionale (ubicazione ed orario dello studio, aderenza a forme associative, utilizzo di procedure informatiche, disponibilità telefonica, disponibilità del personale di studio, caratteristiche strutturali e strumentali, ecc.). La scelta ha validità annuale, salvo che questa venga revocata durante l’anno.
Le modalità per richiedere la visita domiciliare. Nella convenzione nazionale che regola la materia si dice che, quando c’è bisogno, la visita a casa, ‘qualora ritenuta necessaria da parte del pediatra’, va fatta. Sia il medico di famiglia sia il pediatra di libera scelta infatti effettuano le proprie prestazioni non solo presso il proprio ambulatorio ma anche a domicilio, gratuitamente. Ma, come spiega Giacomo Milillo, segretario della Federazione italiana medici di medicina generale, ci sono delle condizioni previste dalla convenzione che vanno rispettate. Le modalità sono queste: se il paziente ne ha fatto richiesta entro le 10 del mattino, la visita avviene in giornata; se ha chiamato dopo le 10 del mattino, l’appuntamento con il medico verrà fissato entro le 12 del giorno dopo; se invece il pediatra viene contattato il sabato o un giorno prefestivo entro le 10 la visita avviene in giornata; infine se è urgente, la visita avviene immediatamente. “Se la visita avviene nel weekend il medico può chiedere anche il pagamento della visita effettuata, secondo il proprio tariffario”.
La visita rifiutata? Un problema di molti. “I pediatri non fanno visite a domicilio perché la scelta è discrezionale – spiegano dal Tribunale dei diritti del malato –. E molto raramente si recano a casa del malato. Capiamo che ogni medico deve decidere in base alla sua coscienza, chiediamo anche che i cittadini siano responsabili e non eccedano nelle richieste, ma non fare mai le visite ci pare un errore”. Per capire quanto il problema sia diffuso basta guardare ai dati del progetto Pit salute (un servizio di Cittadinanza attiva – Tribunale dei diritti del malato di informazione, consulenza e intervento a favore dei cittadini che lo contattano per la tutela dei loro diritti in ambito sanitario e assistenziale, pubblico e privato). “Ebbene, nel 2007, su 22mila lamentele ricevute in ambito sanitario, 1760 (8%) denunciavano problemi con i medici, circa 900 (4%) sottoponevano all’attenzione del Tribunale per i diritti del malato questioni che riguardavano le mancate visite a domicilio dei pediatri convenzionati”.
Se il bambino si aggrava la responsabilità è del medico. “Se il bambino si aggrava durante il trasporto tra domicilio e ambulatorio – spiegano dal Tribunale dei diritti per il malato – la responsabilità dovrebbe essere del medico, perché la tutela è a suo carico. In realtà è una cosa difficilmente dimostrabile, sarebbe necessario infatti un fax o una prova che testimoni che il pediatra nonostante i sintomi gravi abbia chiesto di portare il piccolo in studio”. E allora il cittadino difficilmente può fare qualcosa. L’unico modo per protestare, suggeriscono da Cittadinanza attiva, è quello di cambiare medico segnalando il motivo che lo ha condotto verso quella scelta. In alternativa si può segnalare un comportamento scorretto agli Urp delle Asl o all’Ordine dei medici. Infine ci si può rivolgere al Tribunale per i diritti del malato.







May 20th, 2010
ho letto l’articolo,e anche io ho una bimba di 6 anni e ho trovato gli stessi problemi,la discrezione della pediatra a fare le visite domiciliari.premesso che: mia figlia non può essere a discrezione,il suo come quello di molti bambini credo sia un diritto alla salute. un bambino con la febbre a 39-40 credo che dovrebbe avere il diritto ad una visita domiciliare,spece se la febbre persiste dopo le 24 ore.con questo vorrei far riflettere gli addetti tutti! fin quando non si rispettano i bambini e gli anziani,l’italia è e resterà mediocre nella sua mediocrità!!! p.s.se la discrezione di una pediatra risulta errata a tal punto della perdita del bimbo, questa opzione che essi hanno ridarà mai il bimbo al suo genitore.
May 20th, 2010
volevo aggiungere non si lamentassero se gli italiani fanno pochi figli,questa è solo la punta dell’iceberg il resto purtroppo lo conosciamo già e la crescita zero ci sarà ancora per molto tempo se qualcuno non si passa la mano sulla coscienza….ma a quanto pare siamo destinati alla crescita zero……
November 19th, 2010
Proprio oggi, sono in disputa col pediatra di base per far visitare a domicilio mia figlia di anni 3, per la quale, con 39 di febbre e placche in gola non me la sento di farla uscire di casa.
November 19th, 2010
@Max: ti capisco. anche perché nella sala d’attesa di un pediatra sai cosa porti ma non sai mai cosa prendi
December 28th, 2010
Sono d’accordo con tutti voi , il pediatra viene solo se lo paghi allora non ci sono problemi, ne di migliori attrezzature in ambulatorio per le visite ne di tempo perso per gli altri pazienti. Provate a dirgli che la visita la pagate si precipita. Questi sono i pediatri italiani.
April 1st, 2011
Qualche giorno fa’ mia nipote, di quasi 5 anni, aveva la febbre alta, abbiamo telefonato alla pediatra(per niente facile reperirla, ed essendo la prima volta) per una visita a domicilio, ma per tutta risposta ci ha detto che non faceva visite a casa, abbiamo aspettatato altri 2 giorni somministrandogli antibiotici, siamo andati in visita privata da un altro pediatra e ci ha comunicato che la bimba aveva una “bella” polmonite. Possibile che non si possa fare nulla per questa “Disgraziata” di pediatra?
April 1st, 2011
@nino: che brutta storia! se rileggi con attenzione il post troverai le indicazioni (Tribunale del malato, cittadinanza attiva etc)… Ho segnalato questo articolo proprio perché mi sembrava offrisse informazioni utili. Spero possano essere d’aiuto anche a te!
September 6th, 2011
Oggi avevo il mio bimbo di 14 mesi con la febbre a 39 e mezzo il pediatra si è rifiutato la visita a domicilio l’ho dovuto portare all’ospedale. Ma e possibile che questa italia di papponi dobbiamo solo pagare tasse su tasse e non avereun minimo diritti sui nostri figli?
September 27th, 2011
Sul problema delle visite a domicilio,devo dire che è una vergogna,lo dico come nonno, come padre ma soprattutto come uomo, si rompe la vettura e il meccanico viene a prenderla,se può l’aggiusta sul posto, segnale di professionalità, naturalmente è più importante un’ automobile che un bimbo o no! Direi semplicemente di vergognarsi, la denuncia se il bambino si aggrava è il minimo che bisogna fare!Sistemi da Far West no,ma forse servirebbero in una società che non ha più valori e rispetto specie per i più deboli. Come dice Beppe Grillo, vale più un và fan culoche tutti i più bei discorsi.Grazie per lo spazio concessomi,mi scusoperlo sfogo,ma quando è troppo è troppo.
Paolo
September 27th, 2011
September 27th, 2011
Ciao Paolo, ci mancherebbe per lo sfogo. Siamo tutti un po’ indignati sul tema. Non c’è una gestione adeguata, una suddivisione dei pazienti che sia ragionevole, è la solita catena in cui il più colpito è sempre l’anello debole, in questo caso i nostri bambini.
October 14th, 2011
Siamo tutti d’accordo che un bambino con febbre alta deve essere visitato a casa anche per non aggravare la sua situazione già compromessa in studio. Non ci deve essere discrezionalità.Il mio vecchio pediatra è sempre venuto a visitare i miei figli anche di sabato e domenica ed aveva tanti piccoli pazienti.Oggi si lamentano di tutto e spesso PRESCRIVONO MEDICINE PER TELEFONO senza sapere cosa il paziente ha davvero. Tante lamentele ma cosa cambia? Nulla.Una nonna.
January 4th, 2012
Mi associo al coro di proteste, non esiste che un bimbo di pochi mesi o pochi anni con febbre persistente oltre il 39 non venga visitato a domicilio (e dalle parti mie neanche se lo paghi, NdR) mentre io adulta vengo redarguita dal mio medico di base perchè con febbre e raffreddore non richiedo la visita a domicilio!!! La motivazione, poi? Maggiore disponibilità di strumenti diagnostici in studio. Ma a chi volete prendere in giro, che in studio più di paletta, lucetta, stetoscopio e strumentino per le orecchie non usate? Tra l’altro, il voler sostenere che il trasportare il bimbo con la febbre non crei nocumento è una boiata bella e buona, perchè poi in studio ti parlano di evitare gli sbalzi di temperatura, in palese contraddizione con quanto espresso all’atto della richiesta di visita domiciliare. Già, basta coprire il bimbo ma, a parte il fatto che l’uscita comporta comunque uno sbalzo termico (e non mi sostenessero il contrario!), è demandato ai genitori il compito di individuare gli indumenti più idonei, cosa spesso non facile. All’ultima visita, ad esempio, mia figlia con 38,5°C di febbre da 24 ore è salita a 39,3°C, complice un’attesa di mezz’ora in studio ed un bel vento a raffiche. Beh, troppo comodo lavorare 3 ore al giorno e guadagnare ogni mese avendo 1000 pazienti che spesso – come mia figlia – si vedono e si visitano 2-3 volte all’anno! Vergogna!!!
January 11th, 2012
@Lidia: grazie per il tuo contributo. Quello che mi colpisce è che mi ritrovo anche nell’esperienza che hai avuto dello studio medico. In effetti, si tratta spesso di stanze troppo fredde o troppo calde, soggette a continui sbalzi per via delle persone che entrano ed escono.
Prima avevo una pediatra che aveva una seconda sala d’attesa in cui dirottava i bambini altamente infettivi. Encomiabile pero’ è davvero il caso di trascinare un bambino infettivo dal dottore e farlo restare nella sala comune in attesa di dire alla dottoressa che sarebbe meglio isolarlo?
February 1st, 2012
Scusate mi aggrego a tutte le vs lamentele,ieri mia figlia ha iniziato ad accusare tosse mal di gola e mal di testa e pian piano la febbre ha iniziato ad innalzarsi fino ad arrivare a 40 .Una bambina di 4 anni, Premetto che sapevo già cosa fare per la tosse perché è soggetta,come tutti Voi ho chiamato la pediatra perché la febbre non scendeva,e logicamente mi ha dato telefonicamente la cura che già avevo iniziato.Richiesta della dottoressa me la porti domani in studio ,le dico Dottoressa mia figlia ha la febbre a 40 fuori c’é gelo neve le sembra il caso …..risposta cosa vuole che le succeda …..QUESTA E’ L’ITALIA…..scusate per lo sfogo io non sò se davvero oggi la porterò nel suo studio,di fatto ha già dato telefonicamente una cura, VERGOGNA .