Con buona pace dei papà, se la gran parte delle mamme potesse scegliere vorrebbe un pediatra come George Clooney in E.R. Che almeno, con tutta la fatica che si fa, ci si rifanno gli occhi. Ecco, il tema è, come troppo spesso accade, la fatica.
La scelta del pediatra, la persona deputata a seguire il vostro bambino nei suoi primi anni, è fondamentale e delicata. E, come troppo spesso accade, affidata a eventi congiunturali che niente hanno a che vedere con la scelta responsabile di un genitore che reputa un professionista degno della sua fiducia.
Il primo passo è quello di ottenere una lista di nomi “possibili”, un elenco che si può ottenere rivolgendosi alla ASL di zona. L’elenco è spesso solo consultabile ed è quindi meglio munirsi di carta e penna. Nell’elenco disponibile non ho personalmente trovato tutte le informazioni legate alla disponibilità, al livello di informatizzazione ma solo nome, indirizzo, telefono dello studio e orario di ricevimento.
Una volta ottenuta una lista, è importante avere delle segnalazioni di qualità che possano indirizzarvi verso un buon pediatra. Se in zona non conoscete nessuno, potete chiedere al vostro medico di base, al farmacista, ad eventuali vicine di casa che abbiano figli.
Naturalmente, è possibile pensare di contattare i pediatri “disponibili” prima di averli scelti, così per farsi un’idea preventiva. La verità è che sono così pieni di pazienti che raramente accettano di incontrarvi prima che li abbiate scelti. Soprattutto, non è possibile, almeno nella mia esperienza, carpire informazioni su quali siano le modalità “di accesso” al servizio una volta effettuata la scelta.
E’ bene in ogni caso tenere in considerazione più di un singolo nominativo perché non è detto che, quando dovrete iscrivervi, ci siano dei posti disponibili presso lo specialista che indicherete. La scelta può avvenire sia in Ospedale, al momento della registrazione del bambino, sia successivamente presso la ASL di competenza. Una speranza c’è: ogni mese, infatti, i pediatri “perdono” dei pazienti (al compimento dei 14 anni c’è l’obbligo di passare al medico di famiglia) e si liberano quindi dei posti. Se oggi la vostra prima scelta non è disponibile, potrebbe esserlo già settimana prossima o comunque quando le liste saranno aggiornate. A Milano, questo accade tendenzialmente alla metà del mese ma si tratta di un’informazione che chiunque può ottenere presso lo sportello della ASL.
Quando il vostro bambino sarà assegnato a un pediatra convenzionato potrete ragionevolmente prendere un appuntamento per fargli conoscere il paziente. Quella sarà l’occasione giusta per porgli tutte le domande relative alle visite a domicilio (non ne fanno, semplice), alla disponibilità telefonica, alla reperibilità al di fuori dell’orario di studio e alle modalità per prendere appuntamento.
E vi si aprirà un mondo perché, come recitava il celebre spot, non ce n’è uno uguale all’altro. Ognuno infatti regola la sua reperibilità a propria discrezione: c’è chi dà il numero di cellulare e chi no, chi può essere contattato durante l’intero arco della giornata e chi risponde telefonicamente solo un’ora al giorno, chi fissa un minutaggio per le visite (la mia, ad esempio, concede 15 minuti per visita ai suoi 1000 assistiti), chi rilascia stampate di indici e tabelle e chi no. Questo credo sia il punto dolente: a parità di “costo” per lo Stato, c’è chi offre un certo tipo di servizio e chi un altro. E, come sempre, le mamme arrancano e si regolano di conseguenza. Con un’unica possibilità di ribellione: cambiare medico segnalandone il motivo, senza però sapere se “la seconda scelta” sarà davvero migliore della precedente.







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February 24th, 2009 at 11:52 pm
[...] (che non sono però così capillari), biblioteche comunali. Anche lo studio del pediatra e il pediatra stesso potrebbero essere un buon punto per trovare [...]
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