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A Scuola - Jan 8, 2009

Asili nido: solo l’11,4 per cento trova spazio

Asili nido: solo l’11,4 per cento trova spazio

Secondo Corriere.it, l’asilo nido ha un costo annuo di 15 mila euro per bambino. L’obiettivo? Entro il 2010 il 33 per cento dei bambini da 0 a 3 anni dovrebbe trovare posto

Un po’ di storia delle promesse non mantenute:

È sempre stato uno dei pezzi forti della propaganda politica. Da che mondo è mondo, quale ministro o politico non ha promesso un impegno straordinario per gli asili nido? Nel 1997 il ministro della Solidarietà sociale Livia Turco annunciò la riforma. Otto anni più tardi Grazia Sestini, sottosegretario del governo Berlusconi, rivendicò polemizzando con il segretario dei Ds Piero Fassino un aumento monstre «da 140 mila a 240 mila» del numero dei piccoli ospitati dagli asili nido. L’anno seguente Romano Prodi promise che nella sua legislatura avrebbe «raddoppiato i posti». Antonio Bassolino, presidente della Campania, regione nella quale gli asili vanno cercati con il lanternino, proclamò nel 2007: «Vogliamo raggiungere l’obiettivo di un asilo nido ogni ventimila abitanti». E un mese prima delle elezioni del 2008 l’ex ministro Rosy Bindi insisteva: «Entro il 2009 la copertura della domanda di asili nido raggiungerà il 15%».

E un po’ di dati:

Secondo uno studio dell’Ifel, organismo dell’Associazione dei comuni italiani, nella capitale il tasso di copertura delle domande di asili nido è fermo al 14%. E Alemanno si può leccare i baffi, perché è una percentuale ben superiore alla media italiana. L’ultimo dato certificato dall’Istat è dell’ 11,4%. Un’indagine di Banca Intesa sostiene invece che per i soli istituti pubblici non si va oltre l’8%, «con punte estreme del 21% in Emilia-Romagna e dell’1% in Campania».
Ma cambia davvero poco, soprattutto se si considera che l’obiettivo di Lisbona concordato in sede europea stabilisce che per il 2010, cioè il prossimo anno, ogni Paese dell’Unione debba avere tanti asili nido da soddisfare almeno il 33% della domanda.

Sì avete letto bene: entro il 2010. Ad oggi però, solo l’11% per cento degli utenti potenziali fa domanda (sì ma chiediamo ci perché):

Vero è che in Italia presenta domanda per far accedere i propri figli al nido soltanto l’11,3% di quelli che Banca Intesa definisce gli «utenti potenziali ». Ma è pur vero che l’offerta è così bassa che appena il 76% riesce a mandare i piccoli all’asilo comunale. E andrebbe ancora peggio se nel 2006 non fossero stati aperti 122 nuovi nidi, visto che nel 2005 i cittadini che riuscivano ad avere il posto non raggiungevano il 60% di quanti l’avevano chiesto.

Il problema sono i costi (come per le famiglie del resto ma nessuno sembra preoccuparsene):

Dallo studio dell’Anci, che ha passato al setaccio praticamente tutti i Comuni italiani, si ricava infatti che Alemanno spenderebbe di meno pagando una baby sitter a ogni bambino. Ogni posto in un asilo nido romano costa 15.049 euro l’anno: 1.254 euro al mese per dodici mesi. E non è affatto il record assoluto. Il Comune dove gli asili nido sono più salati è Leonforte, 14 mila anime in provincia di Enna: 15.746 euro, ovvero 1.312 euro al mese per un anno intero. Appena sette euro e cinquanta al mese più di quanto costi un posto al nido comunale di Ascoli Piceno: 15.656 euro l’anno. Scendendo ancora nella classifica, si incontrano la città ligure di Ospedaletti (15.575), il paese siciliano di Piraino (15.399), poi Ventimiglia (14.622), Vimercate (14.483) in provincia di Milano, Venezia (14.098), Nizza Monferrato (14.045), Borghetto Santo Spirito (13.856) in Liguria, Brescia (13.840), Marcianise (13.580) in Campania, Como (13.288).

E le sorprese nella classifica Anci continuano:
I

nnanzitutto fra le grandi città italiane gli asili nido di Roma sono i più costosi in assoluto, considerando che la media delle metropoli è di 6.802 euro pro capite l’anno. A Roma costano quasi il doppio rispetto a Milano (7.774 euro l’anno), città che può soddisfare il 22% delle domande. Ancora meno che nel capoluogo lombardo costano gli asili al Comune di Napoli: 5.830 euro l’anno pro capite. Peccato però che nel capoluogo campano il tasso di copertura delle domande non vada oltre il 4%.
Ma anche da questo punto di vista c’è chi sta peggio. A Foggia, tanto per fare un caso, trova posto nell’asilo pubblico appena un bambino su cento. A Reggio Calabria e Marcianise, Sant’Antimo, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, tutti comuni della Campania, uno su cinquanta. A Vittoria, in Sicilia, e San Giovanni in Fiore, provincia di Cosenza, tre su cento. Sugli stessi livelli di Napoli ci sono anche Castelfranco Veneto, Vimercate (Milano) e Tivoli, in provincia di Roma. Appena meglio va a Pomigliano D’Arco, ma anche a Cesano Maderno, in Lombardia, Civitanova Marche, Besana in Brianza e Capannori (Lucca): qui il tasso di copertura è del 5%. A dimostrazione del fatto che anche al Nord ci sono condizioni difficili.

Ed ecco i dettagli sulla copertura, nei piccoli e nei grandi centri:

Ma un tasso di copertura del 90% non si registra, secondo lo studio dell’Anci, nemmeno nei più ricchi ed efficienti comuni settentrionali. Ci si avvicina, per modo di dire, Gaglianico, 4 mila abitanti nella provincia di Biella, dove c’è posto all’asilo nido comunale per i due terzi dei potenziali utenti.
Più o meno come accade in un altro comune siciliano, Caltabellotta, nella provincia di Agrigento, che con il 65% supera di un soffio anche la cremonese Piadena (64%). Sotto questo livello si trovano Peccioli (Pisa) con il 62%, Arcidosso (Grosseto) con il 56%, e poi Fogliano Redipuglia, in Friuli Venezia Giulia, e Ghemme, in Piemonte, con il 52%. Fino al 50% di Brescello, il paese dove Giovannino Guareschi ambientò la saga di Peppone e Don Camillo.

Bisogna precisare che si tratta di Comuni piccoli, che raramente superano 5 mila abitanti. Ben diversa è la situazione degli asili nido anche nelle più ricche e organizzate città del Centro Nord. L’unico capoluogo di Regione che supera il fatidico obiettivo di Lisbona è Bologna, con il 35%. Firenze si ferma al 29%, quattro punti al di sotto della soglia stabilita in sede europea.

Considerando che mancano 357 giorni al 2010, direi che il lavoro non vi manca… Qui l’articolo completo.

2 Commenti a questo post

  1. Antonio defazio Says:

    La reflessologia sorride ai bambini
    Venerdì 13 novembre 2009
    c/o la sala polivalente del comune di Agugliano
    Programma
    Approccio con il bambino: modalità comportamentali e relazionali
    Aspetti psicologici nella fase del rilassamento del bambino
    Lettura del piede
    Rilassare il bimbo dal piede
    Trattamenti dei punti tiflessi e manovre manuali

    Relatori
    Mary Mengarelli
    Claudia Mengarelli
    Biagio Franco
    Maria Pia Vitali

    Corso Teorico, pratico, interattivo

    la quota di partecipazione comprende materiale didattico, cartina dei punti di reflessologia, attestato di partecipazione.

    Segreteria organizzativa
    Centro Formazione Il Sorriso
    Via Gavone, 7 – 60020 – Agugliano An
    tel. 071.9068169

    def.antonio@libero.it

  2. smamma Says:

    Ciao Antonio, se ci mandi il comunicato magari lo mettiamo tra gli eventi che come commento ha poca visibilità ;) Buon lavoro!

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